Messaggio per la 36ยช Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei – Pellegrini di speranza

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Riassunto del messaggio

Il testo riflette su due temi principali. Nel primo, viene citata Etty Hillesum, che durante la prigionia in un campo di concentramento propone una visione profonda: la sopravvivenza fisica non รจ sufficiente, bisogna anche sviluppare un “nuovo senso delle cose” per contribuire a una societร  migliore dopo la guerra. Questa riflessione invita a mettere da parte lโ€™interesse personale per un bene collettivo, suggerendo una nuova prospettiva di speranza e comprensione.

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Il secondo tema riguarda il Giubileo come occasione per la Chiesa di rinnovare la speranza, anche attraverso il dialogo con la comunitร  ebraica. Papa Francesco evidenzia come il Giubileo possa aiutare a ritrovare fiducia in un mondo minacciato da crisi e conflitti. Si sottolinea lโ€™importanza del dialogo tra cattolici ed ebrei, fondamentale per costruire relazioni fraterne e superare incomprensioni storiche. Il testo auspica che lโ€™Anno Giubilare sia un tempo di riconciliazione e di ritorno alla Scrittura come fonte di unitร  e speranza.

Pellegrini di speranza

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Un nuovo senso delle cose

In un campo di concentramento Etty Hillesum cosรฌ scriveva: โ€œSe noi salveremo i nostri corpi e basta dai campi di prigionia, sarร  troppo poco. Non si tratta di conservare questa vita ad ogni costo, ma di come la si conserva. A volte penso che ogni situazione, buona o cattiva, possa arricchire lโ€™uomo di nuove prospettive. E se noi abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, se non li ospitiamo nelle nostre teste e nei nostri cuori per farli decantare e divenire fattori di crescita e di comprensione, allora non siamo una generazione vitale. Certo non รจ cosรฌ semplice, e forse meno che mai per noi ebrei; ma se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nientโ€™altro che i nostri corpi salvati ad ogni costo, e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi piรน profondi della nostra miseria e disperazione, allora non basterร โ€. Ci lasciano senza fiato queste parole. Una giovane donna ebrea, con tutta la vita davanti, non pensa innanzitutto alla sopravvivenza, ma al futuro della societร . Lascia in secondo piano lโ€™interesse personale, addirittura un proprio fondamentale diritto, per mettere al primo posto un bene collettivo. Sogna un โ€œnuovo senso delle coseโ€ per un mondo impoverito. Anzi sogna di contribuire a questo nuovo senso delle cose. In quel mondo dilaniato dalla violenza, ferito, carico di odio e di desiderio di vendetta, in quel mondo divenuto tremendamente povero, lei sogna di far germinare uno sguardo nuovo. In questo modo suggerisce a tutte le religioni una strada su cui posizionarsi. Non si tratta di difendere la nostra sopravvivenza nella societร  occidentale, ma di lavorare per costruire un senso nuovo delle cose. La nostra missione รจ quella di far germogliare speranza e costruire comunitร .

Un cammino di speranza

Il Giubileo รจ una bella opportunitร  per la nostra Chiesa per ripartire dalla speranza. Scrive Papa Francesco: โ€œTutti sperano. Nel cuore di ogni persona รจ racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterร  con sรฉ. Lโ€™imprevedibilitร  del futuro, tuttavia, fa sorgere sentimenti a volte contrapposti: dalla fiducia al timore, dalla serenitร  allo sconforto, dalla certezza al dubbio. Incontriamo spesso persone sfiduciate, che guardano allโ€™avvenire con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicitร . Possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. La Parola di Dio ci aiuta a trovarne le ragioniโ€ (Spes non confundit 1). Viviamo un tempo carico di minacce. Fatichiamo a guardare avanti con fiducia. Guerre, ingiustizie, crisi climatica, crisi della democrazia, crisi economica, aumento delle povertร โ€ฆ Per sperare abbiamo bisogno di tornare alla Parola di Dio. Lรฌ troviamo la certezza di avere un unico Padre e la promessa di โ€œnuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustiziaโ€ (2 Pt 3,13). Sicuramente il Giubileo sarร  un tempo propizio per lasciar parlare la Scrittura, anche grazie allโ€™ascolto della lettura dei fratelli e delle sorelle ebrei. Nella certezza che la speranza si genera innanzitutto stabilendo relazioni fraterne. Il Giubileo sarร  un cammino di speranza se stimolerร  vie di riconciliazione e perdono.

Ripartire per approfondire

In questi ultimi tempi, segnati dal tragico atto terroristico del 7 ottobre 2023, dalla guerra successiva e dallโ€™escalation del conflitto in Medio Oriente, i rapporti tra cattolici ed ebrei, in Italia, sono stati difficili con momenti di sospetto, incomprensioni e pregiudizi. Ma il dialogo non si รจ interrotto. In Europa sono tornati deprecabili atti di antisemitismo e incaute prese di posizione, a volte anche violente. Proprio per questo il dialogo va rafforzato. Continuiamo a crederci. Sicuramente il dialogo non รจ semplice anche a causa del passato, dellโ€™โ€œinsegnamento del disprezzoโ€ (J. Isaac) e della troppo scarsa partecipazione delle comunitร  cristiane. รˆ necessario che il dialogo non sia piรน una questione di nicchia. Come Chiesa cattolica ci auguriamo che lโ€™Anno Giubilare porti al rilancio e allโ€™allargamento del dialogo. Non per โ€œtirare avantiโ€, ma per approfondire. Riprendendo le parole del Card. Carlo Maria Martini: โ€œLa posta in gioco non รจ semplicemente la maggiore o minore continuazione vitale di un dialogo, bensรฌ lโ€™acquisizione della coscienza, nei cristiani, dei loro legami con il gregge di Abramo e le conseguenze che ne deriveranno sul piano dottrinale, per la disciplina, la liturgia, la vita spirituale della Chiesa e addirittura per la sua missione nel mondo dโ€™oggiโ€. Su tale dialogo si gioca e si giocherร  una partita tanto delicata quanto decisiva, anche per il futuro delle Chiese cristiane. Nellโ€™anniversario del Concilio di Nicea come Chiese cristiane dobbiamo riscoprire che il rapporto con lโ€™ebraismo e con le Scritture รจ fondamentale anche per il cammino ecumenico.

Ripartire dalla Scrittura

Il Giubileo รจ sempre un tempo di โ€œripartenzaโ€, un tempo per fermarsi e ripartire guardando con speranza al futuro. Per fare questo รจ necessario fare teshuvah, cioรจ ritornare ad attingere alla sorgente. Proprio come si legge nella Dichiarazione conciliare โ€œNostra Aetateโ€ di cui nel 2025 celebriamo il 60ยฐ anniversario: โ€œEssendo perciรฒ tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogoโ€ (n. 4).

Ci auguriamo che lโ€™Anno Giubilare, alla luce dei tempi che stiamo vivendo, sia la rinnovata occasione per cristiani ed ebrei, di ritornare ai testi biblici letti insieme fraternamente secondo le proprie tradizioni.