Riassunto del messaggio
Il testo riflette su due temi principali. Nel primo, viene citata Etty Hillesum, che durante la prigionia in un campo di concentramento propone una visione profonda: la sopravvivenza fisica non รจ sufficiente, bisogna anche sviluppare un “nuovo senso delle cose” per contribuire a una societร migliore dopo la guerra. Questa riflessione invita a mettere da parte lโinteresse personale per un bene collettivo, suggerendo una nuova prospettiva di speranza e comprensione.
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Il secondo tema riguarda il Giubileo come occasione per la Chiesa di rinnovare la speranza, anche attraverso il dialogo con la comunitร ebraica. Papa Francesco evidenzia come il Giubileo possa aiutare a ritrovare fiducia in un mondo minacciato da crisi e conflitti. Si sottolinea lโimportanza del dialogo tra cattolici ed ebrei, fondamentale per costruire relazioni fraterne e superare incomprensioni storiche. Il testo auspica che lโAnno Giubilare sia un tempo di riconciliazione e di ritorno alla Scrittura come fonte di unitร e speranza.
Pellegrini di speranza
Un nuovo senso delle cose
In un campo di concentramento Etty Hillesum cosรฌ scriveva: โSe noi salveremo i nostri corpi e basta dai campi di prigionia, sarร troppo poco. Non si tratta di conservare questa vita ad ogni costo, ma di come la si conserva. A volte penso che ogni situazione, buona o cattiva, possa arricchire lโuomo di nuove prospettive. E se noi abbandoniamo al loro destino i duri fatti che dobbiamo irrevocabilmente affrontare, se non li ospitiamo nelle nostre teste e nei nostri cuori per farli decantare e divenire fattori di crescita e di comprensione, allora non siamo una generazione vitale. Certo non รจ cosรฌ semplice, e forse meno che mai per noi ebrei; ma se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nientโaltro che i nostri corpi salvati ad ogni costo, e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi piรน profondi della nostra miseria e disperazione, allora non basterร โ. Ci lasciano senza fiato queste parole. Una giovane donna ebrea, con tutta la vita davanti, non pensa innanzitutto alla sopravvivenza, ma al futuro della societร . Lascia in secondo piano lโinteresse personale, addirittura un proprio fondamentale diritto, per mettere al primo posto un bene collettivo. Sogna un โnuovo senso delle coseโ per un mondo impoverito. Anzi sogna di contribuire a questo nuovo senso delle cose. In quel mondo dilaniato dalla violenza, ferito, carico di odio e di desiderio di vendetta, in quel mondo divenuto tremendamente povero, lei sogna di far germinare uno sguardo nuovo. In questo modo suggerisce a tutte le religioni una strada su cui posizionarsi. Non si tratta di difendere la nostra sopravvivenza nella societร occidentale, ma di lavorare per costruire un senso nuovo delle cose. La nostra missione รจ quella di far germogliare speranza e costruire comunitร .
Un cammino di speranza
Il Giubileo รจ una bella opportunitร per la nostra Chiesa per ripartire dalla speranza. Scrive Papa Francesco: โTutti sperano. Nel cuore di ogni persona รจ racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterร con sรฉ. Lโimprevedibilitร del futuro, tuttavia, fa sorgere sentimenti a volte contrapposti: dalla fiducia al timore, dalla serenitร allo sconforto, dalla certezza al dubbio. Incontriamo spesso persone sfiduciate, che guardano allโavvenire con scetticismo e pessimismo, come se nulla potesse offrire loro felicitร . Possa il Giubileo essere per tutti occasione di rianimare la speranza. La Parola di Dio ci aiuta a trovarne le ragioniโ (Spes non confundit 1). Viviamo un tempo carico di minacce. Fatichiamo a guardare avanti con fiducia. Guerre, ingiustizie, crisi climatica, crisi della democrazia, crisi economica, aumento delle povertร โฆ Per sperare abbiamo bisogno di tornare alla Parola di Dio. Lรฌ troviamo la certezza di avere un unico Padre e la promessa di โnuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustiziaโ (2 Pt 3,13). Sicuramente il Giubileo sarร un tempo propizio per lasciar parlare la Scrittura, anche grazie allโascolto della lettura dei fratelli e delle sorelle ebrei. Nella certezza che la speranza si genera innanzitutto stabilendo relazioni fraterne. Il Giubileo sarร un cammino di speranza se stimolerร vie di riconciliazione e perdono.
Ripartire per approfondire
In questi ultimi tempi, segnati dal tragico atto terroristico del 7 ottobre 2023, dalla guerra successiva e dallโescalation del conflitto in Medio Oriente, i rapporti tra cattolici ed ebrei, in Italia, sono stati difficili con momenti di sospetto, incomprensioni e pregiudizi. Ma il dialogo non si รจ interrotto. In Europa sono tornati deprecabili atti di antisemitismo e incaute prese di posizione, a volte anche violente. Proprio per questo il dialogo va rafforzato. Continuiamo a crederci. Sicuramente il dialogo non รจ semplice anche a causa del passato, dellโโinsegnamento del disprezzoโ (J. Isaac) e della troppo scarsa partecipazione delle comunitร cristiane. ร necessario che il dialogo non sia piรน una questione di nicchia. Come Chiesa cattolica ci auguriamo che lโAnno Giubilare porti al rilancio e allโallargamento del dialogo. Non per โtirare avantiโ, ma per approfondire. Riprendendo le parole del Card. Carlo Maria Martini: โLa posta in gioco non รจ semplicemente la maggiore o minore continuazione vitale di un dialogo, bensรฌ lโacquisizione della coscienza, nei cristiani, dei loro legami con il gregge di Abramo e le conseguenze che ne deriveranno sul piano dottrinale, per la disciplina, la liturgia, la vita spirituale della Chiesa e addirittura per la sua missione nel mondo dโoggiโ. Su tale dialogo si gioca e si giocherร una partita tanto delicata quanto decisiva, anche per il futuro delle Chiese cristiane. Nellโanniversario del Concilio di Nicea come Chiese cristiane dobbiamo riscoprire che il rapporto con lโebraismo e con le Scritture รจ fondamentale anche per il cammino ecumenico.
Ripartire dalla Scrittura
Il Giubileo รจ sempre un tempo di โripartenzaโ, un tempo per fermarsi e ripartire guardando con speranza al futuro. Per fare questo รจ necessario fare teshuvah, cioรจ ritornare ad attingere alla sorgente. Proprio come si legge nella Dichiarazione conciliare โNostra Aetateโ di cui nel 2025 celebriamo il 60ยฐ anniversario: โEssendo perciรฒ tanto grande il patrimonio spirituale comune a cristiani e ad ebrei, questo sacro Concilio vuole promuovere e raccomandare tra loro la mutua conoscenza e stima, che si ottengono soprattutto con gli studi biblici e teologici e con un fraterno dialogoโ (n. 4).
Ci auguriamo che lโAnno Giubilare, alla luce dei tempi che stiamo vivendo, sia la rinnovata occasione per cristiani ed ebrei, di ritornare ai testi biblici letti insieme fraternamente secondo le proprie tradizioni.



