In occasione della Giornata Mondiale dellโAlimentazione, che questโanno ha per tema Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertร rurale, il Santo Padre Francesco ha inviato al Direttore Generale dellโOrganizzazione delle Nazioni Unite per lโAlimentazione e lโAgricoltura (F.A.O.), Signor Josรฉ Graziano da Silva, il messaggio che riportiamo di seguito:
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Al Professor Josรฉ Graziano da Silva
Direttore Generale della FAO
[ads2]1. Questa giornata, in cui si celebra il settantesimo anniversario dellโistituzione della FAO, pone in primo piano tanti nostri fratelli che, nonostante gli sforzi compiuti, soffrono la fame e la malnutrizione, anzitutto per lโiniqua distribuzione dei frutti della terra, ma anche a causa di un mancato sviluppo agricolo. Viviamo unโepoca in cui lโaffannosa ricerca del profitto, la concentrazione su interessi particolari e gli effetti di politiche ingiuste rallentano le azioni allโinterno dei Paesi o impediscono una cooperazione efficace in seno alla comunitร internazionale. In questo senso, rimane molto da fare per quanto riguarda la sicurezza alimentare, che appare ancora come un obiettivo lontano per molti. Questo doloroso scenario, Signor Direttore Generale, rende ancora piรน urgente il ritorno allโispirazione che portรฒ alla nascita di codesta Organizzazione e ci impegna a trovare i mezzi necessari per liberare lโumanitร dalla fame e promuovere unโattivitร agricola capace di soddisfare le effettive necessitร delle diverse aree del pianeta.
Si tratta di un obiettivo certamente ambizioso, ma improrogabile, che va perseguito con rinnovata volontร in un mondo dove cresce il divario nei livelli di benessere, nei redditi, nei consumi, nellโaccesso allโassistenza sanitaria, nellโistruzione e per quanto concerne una maggiore speranza di vita. Siamo testimoni, spesso muti e paralizzati, di situazioni che non รจ possibile legare esclusivamente a fenomeni economici, poichรฉ sempre di piรน la disuguaglianza รจ lโeffetto di quella cultura che scarta ed esclude tanti nostri fratelli e sorelle dalla vita sociale, non considera le loro capacitร e arriva a ritenere superfluo il loro apporto alla vita della famiglia umana.
Il tema scelto per la Giornata Mondiale dellโAlimentazione di questโanno: Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertร rurale, รจ importante. Un problema che pone in rilievo la responsabilitร verso i due terzi della popolazione mondiale a cui manca una protezione sociale anche minima. Un dato reso ancor piรน allarmante dal fatto che la maggior parte di queste persone vive nelle aree piรน svantaggiate di Paesi dove lโessere poveri รจ una realtร dimenticata e lโunica fonte di sopravvivenza รจ legata ad una scarsa produzione agricola, alla pesca artigianale o allโallevamento su piccola scala.
Infatti, la mancata protezione sociale pesa anzitutto sui piccoli agricoltori, allevatori, pescatori e forestali costretti a vivere nella precarietร , poichรฉ il frutto del loro lavoro รจ subordinato per lo piรน a condizioni ambientali che spesso sfuggono al loro controllo, e alla mancanza di mezzi per fronteggiare cattivi raccolti o per procurarsi gli strumenti tecnici necessari. Paradossalmente, poi, anche quando la produzione รจ abbondante, essi incontrano serie difficoltร di trasporto, di commercializzazione, di conservazione del frutto del loro lavoro.
Nel corso dei viaggi e delle visite pastorali, ho avuto numerose occasioni di ascoltare queste persone esprimere le loro difficoltร , ed รจ naturale che io mi faccia portavoce delle gravi preoccupazioni che mi hanno confidato. La loro vulnerabilitร , infatti, ha ripercussioni molto pesanti sulla vita personale e familiare, giร gravata da tante contrarietร o da giornate estenuanti e senza limiti di tempo, diversamente da quanto accade per altre categorie di lavoratori.
2. La condizione delle persone affamate e malnutrite evidenzia che non basta e non possiamo accontentarci di un generico appello alla cooperazione o al bene comune. Forse la domanda da porre รจ unโaltra: รจ ancora possibile concepire una societร in cui le risorse sono nella mani di pochi e i meno privilegiati sono costretti a raccogliere solo le briciole?
La risposta non puรฒ limitarsi a buoni propositi, ma consiste piuttosto nella ยซpace sociale, vale a dire la stabilitร e la sicurezza di un determinato ordine, che non si realizza senza unโattenzione particolare alla giustizia distributiva, la cui violazione genera sempre violenzaยป (Enc. Laudato siโ, 157). Infatti, per le persone e le comunitร , la mancata protezione sociale รจ un fattore negativo in sรฉ stesso e non puรฒ essere limitata solo alle possibili minacce per lโordine pubblico, dal momento che la disuguaglianza riguarda gli elementi fondamentali del benessere individuale e collettivo, quali sono ad esempio la salute, lโistruzione, la partecipazione nei processi decisionali.
Penso ai piรน svantaggiati, a quanti, per la mancata protezione sociale, patiscono le conseguenze negative di una persistente crisi economica o di fenomeni legati alla corruzione e al malgoverno, oltre a subire i cambiamenti climatici che compromettono la loro sicurezza alimentare. Sono persone, non numeri, e chiedono il nostro sostegno, per poter guardare al futuro con un minimo di speranza. Domandano ai Governi e alle Istituzioni internazionali di operare tempestivamente, facendo tutto il possibile, per quanto dipende dalla loro responsabilitร .
Considerare i diritti dellโaffamato e accoglierne le aspirazioni significa anzitutto una solidarietร che si traduce in gesti concreti, che richiede condivisione e non solo una migliore gestione dei rischi sociali ed economici o un soccorso puntuale in occasione delle catastrofi e delle crisi ambientali. Eโ questo ciรฒ che si chiede alla FAO, alle sue decisioni e alle iniziative e ai programmi concreti che si realizzano nei vari luoghi.
Questa prospettiva antropologica, perรฒ, mostra che la protezione sociale non puรฒ essere limitata allโincremento dei redditi, o ridursi allโinvestimento in mezzi di sussistenza per un miglioramento della produttivitร agricola e la promozione di un equo sviluppo economico. Essa deve concretizzarsi in quellโ โamore socialeโ che รจ la chiave di un autentico sviluppo (cfr ibid., 257). Se considerata nelle sue componenti essenzialmente umane, la protezione sociale potrร aumentare nelle persone piรน svantaggiate la capacitร di resilienza, di affrontare e superare le difficoltร e i contrattempi e a tutti farร comprendere il giusto senso dellโuso sostenibile delle risorse naturali e del pieno rispetto della casa comune. Penso in particolare alla funzione che la protezione sociale puรฒ svolgere per sostenere la famiglia, nel cui seno i suoi membri imparano fin dallโinizio che cosa significa condividere, aiutarsi a vicenda, proteggersi gli uni gli altri. Garantire la vita familiare significa promuovere la crescita economica della donna, consolidando cosรฌ il suo ruolo nella societร , come pure favorire la cura degli anziani e permettere ai giovani di proseguire la formazione scolastica e professionale, per accedere ben preparati al mondo del lavoro.
3. La Chiesa non ha la missione di trattare direttamente tali problemi dal punto di vista tecnico. Tuttavia, gli aspetti umani di queste situazioni non la lasciano indifferente. Il creato e i frutti della terra sono doni di Dio elargiti a tutti gli esseri umani, che ne sono al tempo stesso custodi e beneficiari. Per questo sono destinati ad essere equamente condivisi da tutti. Ciรฒ esige una ferma volontร per affrontare le ingiustizie che riscontriamo ogni giorno, in particolare quelle piรน gravi, quelle che offendono la dignitร umana e toccano nel profondo la nostra coscienza. Sono fatti che non consentono ai cristiani di astenersi dal fornire il loro attivo contributo e la loro professionalitร , soprattutto mediante diverse forme di organizzazione che tanto bene fanno nelle aree rurali.
Di fronte alle difficoltร non possono prevalere il pessimismo o lโindifferenza. Ciรฒ che รจ stato fin qui compiuto, nonostante la complessitร dei problemi, รจ giร un motivo di incoraggiamento per lโintera Comunitร internazionale, per le sue Istituzioni e le sue linee di azione. Tra queste penso allโAgenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, recentemente approvata dalle Nazioni Unite. Auspico che non resti solo un insieme di regole e di possibili accordi. Confido che ispiri un modello diverso di protezione sociale, a livello sia internazionale sia nazionale. Si eviterร cosรฌ di utilizzarla a vantaggio di interessi contrari alla dignitร umana, o che non rispettano pienamente la vita, o per giustificare atteggiamenti omissivi che lasciano i problemi irrisolti, aggravando in tal modo le situazioni di disuguaglianza.
Ciascuno, per quanto รจ nelle proprie possibilitร , dia il meglio di sรฉ in spirito di genuino servizio agli altri. In tale sforzo, lโazione della FAO sarร fondamentale se dispone dei mezzi necessari per assicurare la protezione sociale nel quadro dello sviluppo sostenibile e della promozione di quanti vivono di agricoltura, allevamento, pesca e foreste.
Con questi auspici, invoco su di Lei, Signor Direttore Generale, e su quanti collaborano in codesto servizio alla famiglia umana, la benedizione di Dio ricco di misericordia.
Dal Vaticano, 16 ottobre 2015
FRANCESCO

