
Il vangelo di oggi ci presenta uno dei tanti dialoghi tra il Signore e i suoi discepoli. Questa volta, subito dopo che il Signore aveva annunciato quello che lo aspettava nella città santa, si avvicinano Giacomo e Giovanni per chiedergli audacemente di poter ottenere uno speciale privilegio al momento della proclamazione del Regno: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (v. 37). Il Maestro risponde subito dicendo:«Voi non sapete quello che chiedete» (v. 38).
Ciò che Gesù intende correggere della richiesta dei figli di Zebedeo non è tanto il loro desiderio di avere posti di prestigio, quanto piuttosto il fatto che vogliono saltare l’ostacolo e non rendersi conto di quello che sta per accadere a Gerusalemme, il posto in cui «il Figlio dell’uomo sarà consegnato» (v. 33). In poche parole, il Signore corregge la pretesa di voler ottenere la gloria del Regno senza passare dalla croce.
- Pubblicità -
La croce è parte essenziale della storia e del messaggio che Gesù vuole trasmettere ai suoi discepoli di ogni tempo. Questo, da un lato significa che il Signore è disposto ad andare incontro a coloro che «lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno»(v. 34), ma sappiamo, anche, che lo fa per insegnarci come dobbiamo comportarci nei momenti difficili e che, nonostante tutto, è sempre possibile «servire e dare la propria vita» (v. 45).
Se siamo disposti a seguire l’insegnamento di Gesù, troveremo ciò che Giacomo e Giovanni cercavano a tentoni. La vera grandezza si ottiene quando, con l’aiuto di Dio, viviamo un amore disposto al servizio, che sa perseverare con impegno, per quanto le circostanze possano essere difficili e ci vediamo circondati dalle difficoltà. Sappiamo che Gesù lo ha fatto e sappiamo, anche, che non ci lascerà soli se vogliamo seguire le sue orme.
Martín Luque
Fonte: La pagina Facebook di “Opus Dei Italia” | Sito Web con tutti i commenti al Vangelo
Leggi altri commenti al Vangelo del giorno



