Luis Cruz – Commento al Vangelo del 13 Marzo 2021

Due uomini salgono al tempio per pregare.

Il primo sembra che preghi Dio, la sua orazione vuole essere un’atto di ringraziamento verso Dio, ma in realtà è una esibizione dei propri meriti. Se si guarda a sé stessi, si prega a sé stessi. Pur trovandosi nel tempio, non sente la necessità di prostrarsi davanti alla maestà di Dio; sta in piedi, si sente sicuro di sé. Chiuso in se stesso, disprezza tutti quelli che non sono come lui. È incapace di pregare con il cuore, incapace di esaminarlo per verificare i propri pensieri, i sentimenti e lasciare che Dio lo liberi da ogni arroganza e ipocrisia.

Il pubblicano, invece, l’altro, si reca al tempio con animo umile e pentito. La sua preghiera è molto breve: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». Niente di più. Se il fariseo non chiede nulla perchè già ha tutto, il pubblicano può soltanto mendicare la misericordia di Dio. Cerca l’intimità e il silenzio per trovare Dio. Presentandosi con le mani vuote, il cuore nudo e riconoscendosi peccatore, il pubblicano ci mostra la condizione necessaria per ricevere il perdono del Signore.

La strada della preghiera è, dunque, la strada del nostro cuore, che è il luogo in cui Dio ci incontra e ci parla.


Fonte: La pagina Facebook di “Opus Dei Italia” | Sito Web con tutti i commenti al Vangelo 

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