I farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesรน nei suoi discorsi.
Dopo aver ascoltato le parabole sul Regno, raccontate da Gesรน, i farisei vanno via. Hanno ascoltato il Maestro, ma senza mai abbandonare il loro pensiero, senza uscire da se stessi, ma covando risentimento e disaccordo. Se ne vanno in silenzio, con un piano prestabilito: parlare tra di loro per intrappolare Gesรน, e in sostanza, farlo fuori. Questa singola riga di vangelo ci dice come lโascolto non รจ sempre positivo, ma puรฒ essere contro la stessa persona che ci sta parlando.
I farisei hanno ascoltato le parole di Gesรน, e queste parole rimbalzano come lโacqua sulla pietra, infastidendo, generando stress e nervosismo: รจ il frutto del non ascolto e del rifiuto. Io posso non essere dโaccordo con ciรฒ che mi dici, ma prima di esporre il mio punto di vista ti ascolto, ti accolgo, in qualche maniera, e poi potrรฒ dirti la mia; in questo caso no, cโรจ un rifiuto totale e una condanna che cresce durante lโascolto. La Parola di Dio โfunzionaโ allo stesso modo: puรฒ essere luce, conforto, aiuto, pace, se viene accolta e vissuta, mentre diventa un muro invalicabile se la combatto e la rifiuto.
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Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli:
I Farisei agiscono nel buio: ascoltano rifiutando e poi usano i loro discepoli (presumibilmente giovani) e gli erodiani, alleati contro Gesรน. La stessa cosa succede quando usiamo degli scudi umani: โchiedo per un amico, mio cugino ha detto cheโฆโ Perchรฉ non sono andati loro stessi da Gesรน? Perchรฉ sono troppo occupati a difendere il loro punto di vista, ingarbugliati nella loro ristretta opinione, timorosi di dover cambiare idea e rinunciare al loro piano. Il non ascolto, oltre a creare energie negative i noi, coinvolge chi ci รจ vicino, abusandone e rendendoli amplificatori del nostro malessere.
ยซMaestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo veritร . Tu non hai soggezione di alcuno, perchรฉ non guardi in faccia a nessuno.
Captatio benevolentiae. Chi viene inviato da Gesรน fa bene il proprio mestiere, e inizia col cercare di accattivarsi la sua simpatia. Lo fa dicendo cose ovviamente belle e positive, riferendosi in particolar modo alla veritร e affermando che il Maestro โnon guarda allโapparenza delle personeโ, (cosรฌ riporta il testo originale). Questa lode sperticata, in realtร dice ciรฒ che a loro manca: veritร , imparzialitร , e Dio stesso.
Se fossero stati veri, avrebbero chiesto al diretto interessato, si sarebbero esposti in prima persona; se fossero stati imparziali non si sarebbero fatti nessun problema, e avrebbero accettato unโopinione diversa dalla loro; se conoscessero Dio e la sua via, sarebbero stati luminosi e accoglienti. Vanno dal Maestro, e pensando di circuirlo con belle parole, dico chi sono loro. ร questo il beneficio della Parola di Dio: come un farmaco raggiunge la parte malata, porta pulizia e trasparenza, manifestando lโintimo di chi legge. Il passo successivo sarร accogliere questa grazia, ma non รจ cosรฌ scontato che ciรฒ avvenga.
Dunque, diโ a noi il tuo parere: รจ lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?ยป.
La domanda. Riassumendo: i farisei non ascoltano e scappano, inviano al Maestro altre persone che lo lodano e manifestano se stessi. Ora pongono una domanda apparentemente innocua e neutrale, pensando di non scomodare nessuno, e velocemente mettere a KO il Maestro. Pagare le tasse รจ pesante per tutti, perchรฉ, almeno apparentemente, si paga un servizio che non si vede, e anni di cattiva gestione del denaro pubblico pongono molti nella convinzione che le tasse siano un furto legalizzato, da evitare il piรน possibile. La domanda fatta a Gesรน vuole essere uno sgambetto: pensavano richiamasse a qualche valore spirituale e disincarnato, cosรฌ da prenderlo subito in fallo, accusandolo di essere un ribelle al potere romano. E invece:
Ma Gesรน, conoscendo la loro malizia, rispose: ยซIpocriti, perchรฉ volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributoยป. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandรฒ loro: ยซQuesta immagine e lโiscrizione, di chi sono?ยป. Gli risposero: ยซDi Cesareยป.
Allora disse loro: ยซRendete dunque a Cesare quello che รจ di Cesare e a Dio quello che รจ di Dioยป.
Li chiama ipocriti, cioรจ portatori di maschere, finti, bugiardi. Come un bisturi il Maestro incide la loro scorza e taglia corto. Non si perde in grandi discorsi etici e morali, ma, moneta alla mano, chiede di chi sia lโeffigie riportata, e quindi di renderla al proprietario. Non dice di dare, ma di rendere, e noi rendiamo ciรฒ che non ci appartiene.
Il Maestro va oltre ai tranelli di questi furbetti, li smaschera, li mette in luce, manifestando la veritร della loro povera vita, ma non rimane al loro livello: partendo dalla moneta di Cesare, richiama ognuno a riscoprire in se stesso lโimmagine di Dio, forse unโimmagine deturpata, coperta, incrostata, eppure unโimmagine indelebilmente impressa nel DNA di ogni persona.
Rendere a Dio quello che รจ di Dio รจ la tua vocazione. Scoprendo in ogni tua cellula il volto di Colui che ti ha voluto e creato, potrai vivere pienamente chi tu sei: non una maschera, non uno strumento in mani dโaltri, ma il vero te stesso, col tuo carattere, con i tuoi tratti somatici, col tuo modo di fare e i tuoi gusti. Rendere a Dio sarร una conseguenza di chi tu sei, di chi tu hai scoperto di essere, leggendo in te stesso il volto del Signore: tu sei suo figlio amato.
Fonte: Sito Web

Sono maestro elementare, professione che cerco di vivere in pienezza, non come lavoro ma come vocazione e missione.
In parrocchia sono catechista, referente per i ministranti e accolito: in una parola, cerco di dare una mano! Mi piace molto leggere e scrivere, ascoltare musica classica, country e latina, stare in compagnia di amici. […]
