Liturgia – Dio entra nella storia dell’uomo e ci educa

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‘Nella Liturgia Dio entra nella storia dell’uomo e ci educa, sollecita, richiama, ci invita a una “vita buona”. Ecco perché ogni azione liturgica porta sempre con sé un valore sociale, potremmo dire anche politico’.

Lo ricorda mons. Felice di Molfetta, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e presidente del Centro Azione Liturgica (CAL), in margine alla 62ma Settimana Liturgica Nazionale italiana in svolgimento fino a sabato a Trieste sul tema ‘Dio educa il suo popolo’.

‘In apertura del decennio che la CEI dedica al tema “Educare alla vita buona del Vangelo” abbiamo voluto dare il nostro contributo sottolineando il valore educativo, catechetico, della liturgia e il primato di Dio nell’azione liturgica’ ricorda il presule. ‘Durante i sacri riti la grammatica dell’incarnazione di Dio raggiunge l'”hic et nunc” e raggiunge così la comunità credente.

Nella Liturgia Dio si rende vivo e presente e diventa educatore del suo popolo. Dio non è un’entità estratta ma una persona con cui relazionarsi e il luogo dove avviene questa relazione è la liturgia, “l’epifania del mistero”. E nel momento in cui lo incontriamo la nostra vita cambia totalmente’.

‘Ci sono alcuni casi in cui il primato – ricorda mons. di Molfetta – invece di essere dato a Dio, viene dato a colui che presiede il rito, che, forse mosso dalla volontà di accattivarsi il popolo e guadagnarne la simpatia, utilizza alcune espressioni troppo popolari. Ci possono essere atteggiamenti di sciatteria che contraddicono la necessità che la liturgia educhi alla bellezza. Ci possono essere questi pericoli, ma laddove ci sono tanti presbiteri che rispettano la liturgia ciò non accade. C’è qualche deriva ma non dobbiamo generalizzare’.

‘La Liturgia va vissuta nella sua verità in pienezza, questa è la vera novità’ aggiunge mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo, vescovo di Trieste, città che ospita quest’anno la Settimana Liturgica. ‘Solo se viviamo la Liturgia fino in fondo nasce quella spinta missionaria che dà una risposta alle esigenze di evangelizzazione che la nostra società presenta. E anche qui a Trieste c’è tanto bisogno di Vangelo’ aggiunge mons. Crepaldi.

‘C’è da riscoprire la Liturgia, facendo un grande sforzo educativo, di preparazione all’esperienza liturgica. Tutte le realtà che compongono la Chiesa dovrebbero fare un salto di qualità su questo fronte’ prosegue il vescovo di Trieste. ‘Scontiamo oggi tanti secoli di diseducazione liturgica che devono essere piano, piano colmati. Solo così la vita liturgica potrà portare i suoi straordinari frutti’.

‘Durante la GMG di Madrid la dimensione liturgica ha avuto una straordinaria importanza’ ricorda infine l’arcivescovo Crepaldi, che ha guidato nella capitale spagnola circa 500 giovani della sua diocesi.

‘Durante le celebrazioni il Papa non concedeva nulla. Era di una sobrietà e di un rigore eccezionali nella liturgia. Ma, proprio attraverso questo rispetto dell'”ordo” liturgico riusciva a essere assolutamente convincente, trasmettendo un messaggio forte e straordinario ai giovani, che lo amano perché vedono in lui qualcosa di più grande e cioè Gesù Cristo. E’ questa la grande fatica del Papa, fare incontrare i giovani con il Signore Gesù’.

(a cura di Fabio Colagrande – Radio Vaticana)