Caro Papa Francesco da oggi siamo tutti un po più soli.
Ci hai lasciati in un momento difficile per tanti.
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Tu eri per me un porto sicuro ogni volta che pensavo alla guerra, ai diritti non rispettati alle dignità calpestate, ai politici che con le lacrime da coccodrillo parlano di pace ma fanno guerra a chiunque.
Pensando a te mi sentivo al sicuro perché tu facevi quello che dicevi e ci hai insegnato che nessuno è sbagliato in questo mondo e nessuno è escluso dall’amore di Dio.
Quella volta che hai detto: “chi sono io per giudicare” ci hai ricordato che viviamo nel limite e che Dio non ci ha comandato di giudicare ma di amare, nonostante saliamo su cattedre e pulpiti a dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Con la tua vita hai amato e ci hai insegnato a desiderare di essere persone migliori perché tu credevi realmente nell’essere umano.
Ora che sei nell’abbraccio del Padre potrai fare molto di più e sono sicuro che i poveri che tanto amavi, i migranti per i quali chiedevi una vita migliore, i bambini a cui è stato tolto il diritto di vivere con la guerra ti hanno accolto con gioia perché tu eri per loro come per me un porto sicuro.
Caro Papa Francesco ricordami sempre i tuoi insegnamenti affinché non sia un sepolcro imbiancato ma un vero discepolo di quel Gesù che tu hai tanto amato.
Ora siamo più soli è vero ma ci hai lasciato in eredità i tuoi insegnamenti con i quali potremmo iniziare la rivoluzione dell’amore.
Arrivederci in Paradiso.
Con affetto filiale Angelo!



