Domenica della Quarta Settimana del Tempo Ordinario (Anno B)
Lectio: 1 Lettera ai Corinti 7,32-35 | Marco 1, 21 – 28
Premessa
Nelle settimane del Tempo Ordinario (Anno B) sarร effettuata una modifica nelle nostre Lectio: infatti ogni giorno feriale non sarร presente la prima lettura, ma saranno descritti alcuni Santi del giorno, con la loro biografia e possibilmente con un breve loro scritto.
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Infatti, come ยซogni stella differisce da unโaltra nello splendoreยป [I Cor., XV, 41.], cosรฌ i Santi si distinguono con ammirabile varietร lโuno dallโaltro per la loro particolare eccellenza o in questa o in quella virtรน: tutto questo puรฒ essere esempio per ciascuno di noi.
Solo la domenica non saranno presenti i Santi del giorno, ma sarร riportata la seconda lettura, con commento.
1) Orazione iniziale
O Padre, che nel Cristo tuo Figlio ci hai dato lโunico maestro di sapienza e il liberatore dalle potenze del male, rendici forti nella professione della fede, perchรฉ in parole e opere proclamiamo la veritร e testimoniamo la beatitudine di coloro che a te si affidano.
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2) Lettura: 1 Lettera ai Corinti 7,32-35
Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non รจ sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi รจ sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
Cosรฌ la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perchรฉ vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
3) Riflessione [1] sulla 1 Lettera ai Corintiย 7,32-35
- Il brano di oggi segue immediatamente quello di domenica scorsa, dove Paolo invitava a vivere le cose di questo mondo con un certo distacco, non perchรฉ non siano importanti, ma perchรฉ non si sostituiscano a Dio. Oggi il discorso continua parlando di preoccupazioni. Chi non รจ sposato รจ piรน libero di preoccuparsi di come possa piacere al Signore. Chi รจ sposato non puรฒ trascurare di piacere al proprio coniuge. Questo perรฒ non gli vieta di vivere anche nella comunione con Dio.
- 32Io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non รจ sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore;
In questi versetti ritorna il termine preoccupazioni, cioรจ le realtร alle quali occorre porre grande attenzione. Chi ha abbracciato la fede cristiana deve darsi da fare per comprendere cosa รจ bene e cosa รจ male, cosa conduce al Signore e ciรฒ che invece ci distoglie da Lui e dal Suo amore. Secondo Paolo chi non รจ sposato ha maggiori possibilitร di dedicarsi alle cose del Signore. L’esempio รจ lui stesso che si รจ dedicato totalmente alla predicazione del Vangelo.
- 33chi รจ sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, 34e si trova diviso!
Paolo risente un po’ della mentalitร dualista della sua epoca, che contrappone il mondo presente e il mondo di Dio. D’altro canto รจ bene ricordare che nel matrimonio i due coniugi assumono dei doveri l’uno verso l’altro e che quindi รจ una scelta che va presa in modo serio e vissuta fino in fondo. Questo perรฒ non รจ un rinunciare al Signore, e non vieta alle persone sposate di essere buoni amici di Dio.
- 34Cosรฌ la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
Paolo ripete qui il concetto volgendolo al femminile. Per una societร in cui la scelta del celibato era alquanto disprezzata oppure era vista come una situazione eroica, Paolo mette nella giusta luce la rinuncia al matrimonio. Non si tratta di essere piรน bravi, piรน eroici, ma di mettere la propria vita a completo servizio del Signore. Non tutti vi sono chiamati e quanti vivono nel matrimonio non sono comunque esclusi da una piena comunione con il Signore.
- 35Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perchรฉ vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.
Paolo si rende conto che sostenendo la superioritร del celibato potrebbe mettere in imbarazzo quanti vivono la scelta matrimoniale. Non solo il matrimonio, ma di fatto tutte le realtร di questo mondo, se vissute con troppa apprensione o troppa cupidigia possono distoglierci dal servire bene il Signore. Di questi versetti ricordiamo dunque che la cosa piรน importante รจ aderire al Signore con cuore sincero e testimoniare rettamente la propria fede. ร un impegno che si puรฒ e si deve realizzare in qualsiasi stato di vita.
4) Lettura: dal Vangelo secondo Marco 1, 21 – 28
In quel tempo, Gesรน, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafร rnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autoritร , e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciรฒ a gridare, dicendo: ยซChe vuoi da noi, Gesรน Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!ยป. E Gesรน gli ordinรฒ severamente: ยซTaci! Esci da lui!ยป. E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscรฌ da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: ยซChe รจ mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autoritร . Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!ยป.
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
5) Riflessione [2]ย sul Vangelo secondo Marco 1, 21 – 28
- Anche questa domenica cโรจ un tema che congiunge la prima lettura e il vangelo: si tratta dellโidentitร del profeta che si delinea nellโAntico Testamento e del profeta per eccellenza che รจ Gesรน. Il profeta per eccellenza รจ stato Gesรน che ha detto le parole di Dio. Nel vangelo si dice che parlava alla gente come uno che ha autoritร e non come gli scribi: Egli annunciava un nuovo patto tra Dio e lโuomo e ha parlato non in forza di citazioni bibliche ma appoggiandosi a se stesso, Verbo eterno di Dio e veritร . La Sua dottrina era nuova e originale e non ripetizione del passato: Egli suscitava il desiderio di Dio e non insegnava solo precetti; il suo era il lieto annunzio della salvezza. Cogliamo anche noi che la parola dei Vangeli non รจ solo norma ma prima di tutto gioia di un fatto nuovo, la venuta del Figlio di Dio tra noi?
Rimanendo sul vangelo, si dice che lโindemoniato si rivolse a Gesรน dicendo: Che vuoi da noi Gesรน nazareno? Egli non contestรฒ il Signore in astratto ma gli chiese di non entrare nella sua vita. Forse capita anche a noi, pur non essendo posseduti, di non volere che Gesรน e il suo insegnamento entrino in alcuni settori della nostra vita? Non รจ una domanda superflua e se รจ cosรฌ dobbiamo convertirci!
Lโesistenza di tutti i cristiani deve diventare un dono a Dio e agli altri perchรฉ siamo chiamati ad amare come Gesรน, Colui che ha offerto tutta la vita al Padre e agli uomini. Dobbiamo ricordare le parole del Signore: โchi vorrร salvare la propria vita la perderร e chi perderร la propria vita per me e per il vangelo la troverร โ. Si tratta di una parola esigente ma che, se vissuta, รจ la via alla felicitร . Chiediamo la grazia di percorrere questa strada!
- Quel Dio che s’immerge nelle nostre ferite.
Ed erano stupiti del suo insegnamento. Lo stupore, quella esperienza felice che ci sorprende e scardina gli schemi, che si inserisce come una lama di libertร in tutto ciรฒ che ci saturava: rumori, parole, schemi mentali, abitudini, che ci fa entrare nella dimensione della passione, quella che smuove anche le montagne.
Salviamo lo stupore, la capacitร di incantarci ogni volta che incontriamo qualcuno che ha parole che trasmettono la sapienza del vivere, che toccano il centro della vita perchรฉ nate dal silenzio, dal dolore, dal profondo, dalla vicinanza al Roveto di fuoco.
La nostra capacitร di provare gioia รจ direttamente proporzionale alla nostra capacitร di meravigliarci.
Gesรน insegnava come uno che ha autoritร . Autorevoli sono soltanto le parole che nutrono la vita e la fanno fiorire; Gesรน ha autoritร perchรฉ non รจ mai contro l’uomo ma sempre in favore dell’uomo, e qualcosa dentro chi lo ascolta lo sa.
Autorevoli e vere sono soltanto le parole diventate carne e sangue, come in Gesรน: la sua persona รจ il messaggio, l’intera sua persona.
Come emerge dal seguito del brano: c’era lร un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Il primo sguardo di Gesรน si posa sempre sulle fragilitร dell’uomo e la prima di tutte le povertร รจ l’assenza di libertร , come per un uomo ยซpossedutoยป, prigioniero di uno piรน forte di lui.
E vediamo come Gesรน interviene: non fa discorsi su Dio, non cerca spiegazioni sul male, Gesรน mostra Dio che si immerge nelle ferite dell’uomo; รจ Lui stesso il Dio che si immerge, come guarigione, nella vita ferita, e mostra che ยซil Vangelo non รจ un sistema di pensiero, non รจ una morale, ma una sconvolgente liberazioneยป (G. Vannucci).
Lui รจ il Dio il cui nome รจ libertร e che si oppone a tutto ciรฒ che imprigiona l’uomo. I demoni se ne accorgono: che c’รจ fra noi e te Gesรน di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Sรฌ, Gesรน รจ venuto a rovinare tutto ciรฒ che rovina l’uomo, a demolire prigioni; a portare spada e fuoco per tagliare e bruciare tutto ciรฒ che non รจ amore. A rovinare il regno dei desideri sbagliati che si impossessano e divorano l’uomo: denaro, successo, potere, egoismi.
A essi, padroni del cuore, Gesรน dice due sole parole: taci, esci da lui.
Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina, come aveva sognato Isaia, vanno in rovina le spade e diventano falci, si spezza la conchiglia e appare la perla. Perla della creazione รจ l’uomo libero e amante. Posso diventarlo anch’io, se il Vangelo diventa per me passione e incanto. Allora scopro ยซCristo, mia dolce rovinaยป (Turoldo), che rovina in me tutto ciรฒ che non รจ amore, che libera le mie braccia da tutte le cose vuote, e che dilata gli orizzonti che respiro.
- Il Signore รจ venuto a liberare l’uomo.
Questo Vangelo ci riporta la freschezza della sorgente, lo stupore e la freschezza dell’origine: la gente si stupiva del suo insegnamento.
Come la gente di Cafarnao, anche noi ci incantiamo ogni volta che abbiamo la ventura di incontrare qualcuno con parole che trasmettono la sapienza del vivere, una sapienza sulla vita e sulla morte, sull’amore, sulla paura e sulla gioia. Che aiutano a vivere meglio. Di fatto, sono autorevoli soltanto le parole che accrescono la vita.
Gesรน insegnava come uno che ha autoritร . Ha autoritร chi non soltanto annuncia la buona notizia, ma la fa accadere. Lo vediamo dal seguito del racconto: C’era lร un uomo posseduto da uno spirito impuro. La buona notizia รจ un Dio che libera la vita.
Gesรน ha autoritร perchรฉ si misura con i nostri problemi di fondo, e il primo di tutti i problemi รจ ยซl’uomo possedutoยป, l’uomo che non รจ libero. Volesse il cielo che tutti i cristiani fossero autorevoli… E il mezzo c’รจ: si tratta non di dire il Vangelo, ma di fare il Vangelo, non di predicare ma di diventare Vangelo, tutt’uno con ciรฒ che annunci: una buona notizia che libera la vita, fa vivere meglio, dove nominare Dio equivale a confortare la vita. Mi ha sempre colpito l’espressione dell’uomo posseduto: che c’รจ fra noi e te Gesรน di Nazaret? Sei venuto a rovinarci? Gesรน รจ venuto a rovinare tutto ciรฒ che rovina l’uomo, a demolire ciรฒ che lo imprigiona, รจ venuto a portare spada e fuoco, a rovinare tutto ciรฒ che non รจ amore.
Per edificare il suo Regno deve mandare in rovina il regno ingannatore degli uomini genuflessi davanti agli idoli impuri: potere, denaro, successo, paure, depressioni, egoismi. ร a questi desideri sbagliati, padroni del cuore, che Gesรน dice due sole parole: taci, esci da lui. Tace e se ne va questo mondo sbagliato. Va in rovina, come aveva sognato Isaia, vanno in rovina le spade e diventano falci, si spezza la conchiglia e appare la perla. Perla della creazione รจ l’uomo libero e amante.
Questo Vangelo ci aiuta a valutare la serietร del nostro cristianesimo da due criteri: se come Gesรน, mi oppongo al male dell’uomo, in tutte le sue forme; se come lui porto aria di libertร , una briciola di liberazione da ciรฒ che ci reprime dentro, da ciรฒ che soffoca la nostra umanitร , da tutte le maschere e le paure. Un verso bellissimo di Padre Turoldo dice: Cristo, mia dolce rovina, gioia e tormento insieme tu sei. Impossibile amarti impunemente. Dolce rovina, Cristo, che rovini in me tutto ciรฒ che non รจ amore, impossibile amarti senza pagarne il prezzo in moneta di vita! Impossibile amarti e non cambiare vita e non gettare dalle braccia il vuoto e non accrescere gli orizzonti che respiriamo.
6) Momento di silenzio
perchรฉ la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.
7) Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nella orazione.
– L’autoritร di Gesรน e la novitร del suo insegnamento cosa ci dicono di lui?
– Leggendo il vangelo anche noi siamo stupiti e colmi di interrogativi come i suoi contemporanei o per noi esso รจ ormai un fatto noto e un po’ noioso?
8) Preghiera: Salmo 94
Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.ย ย ย
Entrate: prostrร ti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
ร lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
ยซNon indurite il cuore come a Merรฌba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opereยป.
ย 9) Orazione Finale
Padre, Dio potente e misericordioso, metti a tacere le potenze del male che si agitano nel mondo e donaci un cuore attento e pronto ad ascoltare la voce di Gesรน, tuo Figlio e nostro fratello e Signore.
[1]ย www.lachiesa.itย –ย www.qumran2.netย –ย Monastero Domenicano Matris Domini
[2]ย Omelia di don Diego Belussi, Counselor Edi.S.I. e Addetto Ufficio Cancelleriaย Curia di Genova, e omelie diย ย P. Ermes Ronchi osm –ย www.lachiesa.itย ย –ย ย www.qumran2.netย
c/o Monastero Adoratrici del SS. Sacramento
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