Questo Vangelo sottintende una parola che oggi fatichiamo a capire: obbedienza. Non come rinuncia all’intelligenza, ma come disponibilità a lasciarsi dire chi siamo. È forse la cosa più difficile: preferiamo definirci da soli, proteggerci con ruoli, persino con la fede.
Gesù, invece, guarda chi è seduto attorno a Lui e dice: qui nasce una famiglia diversa, dove l’identità non si costruisce, ma si riceve. In questo spazio la volontà di Dio non è un comando esterno, ma una verità che ci raggiunge e ci compie. In questa luce, la Vergine Maria è il modello perfetto.
Prima ancora di essere madre secondo la carne, è discepola che accoglie e vive la volontà di Dio fino in fondo.
A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)
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