La Parola in centoparole – Commento al Vangelo del 25 Febbraio 2026

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Questa generazione non è malvagia perché desidera un segno. Il desiderio di un segno è quasi una nostalgia: l’uomo non sopporta che Dio resti muto.

La malvagità nasce altrove, in una sottile ma profonda indisponibilità del cuore. È l’incapacità di accettare che il divino non si imponga con fragore, ma si consegni nella fragilità.
In Gesù di Nazaret il segno non è sensazionale, non costringe. È più facile inseguire l’eccezionale che mettersi in discussione sul personale.

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Gli abitanti di Ninive tremarono alla parola di Giona; qui invece si resta freddi davanti a una presenza più grande. Forse il vero dramma non è l’assenza di luce, ma la paura che la luce riveli ciò che siamo.

A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)

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