Chi è più “vicino” a Gesù spesso è il primo a non capirlo. La troppa familiarità può diventare un velo che oscura il mistero. A volte pensiamo di conoscerlo, di avere già capito tutto, e così lo riduciamo, misurandolo con categorie puramente umane.
L’amore vero, invece, accetta di essere spiazzato e di perdere il controllo. I “suoi” vogliono proteggerlo, ma finiscono per trattenerlo, per impedirgli di essere ciò che è. La vicinanza senza una vera devozione genera controllo, non fiducia. Il Vangelo avverte: seguire Cristo non significa possederlo, ma lasciarsi condurre, anche dove non avremmo scelto di andare.
A cura di fra Simone dal suo canale Telegram (https://t.me/centoparole)
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