Il Vangelo del Giorno, 7 aprile 2016, Gv 3, 31-36

Data:

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Il testo ed il commento al Vangelo del 7ย aprile 2016 – Gv 3, 31-36 –ย II Settimana del Tempo di Pasqua.

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  • Colore liturgico: bianco

Le letture del giorno: At 5, 27-33; Sal.33; Gv 3, 31-36

Gv 3, 31-36
Dal Vangelo secondo Giovanni

Chi viene dall’alto รจ al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo รจ al di sopra di tutti. Egli attesta ciรฒ che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio รจ veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dร  lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrร  la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Misericordia per tutti. Il sacramento della riconciliazione come cammino

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Commento al Vangelo di Gv 3, 31-36

Gv 3, 31-36ย 

Commento a cura dei Monaci Silvestrini

[ads2]L’Alto e la terra.
Viene spontaneo, seguendo il dialogo di Gesรน con Nicodemo, costatare come gli argomenti diventino sempre piรน profondi, sempre piรน coinvolgenti. Ascoltiamo le parole del Signore: ยซChi viene dall’alto รจ al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo รจ al di sopra di tuttiยป. Egli aveva giร  detto al suo interlocutore che ciรฒ che viene dalla carne รจ carne e ciรฒ che viene dallo spirito รจ spirito. I limiti dell’uomo derivano dalla sua carnalitร  corrotta dal peccato e dalla sua spiritualitร  inquinata dalla concupiscenza ed รจ per questo che Gesรน ci propone una rinascita ed un rinnovamento totale conformandoci alla sua immagine di Figlio di Dio. Il suo primato assoluto gli deriva dalla sua identitร  con il Padre, egli viene dall’alto, la sua natura divina e umana splende della stessa perfezione di Dio. La nostra invece viene dalla terra e con il peccato si e impiastrata di fango; quella primitiva somiglianza di cui egli ci aveva adornato, รจ stata deturpata dalla disobbedienza, che ha originato l’uscita dall’ambito del suo amore paterno. Sperimentiamo ogni giorno le tristi conseguenze di quel distacco e di quella morte: da celesti siamo diventati terrestri, legati cioรจ alle nostre cose, alla nostra terra, ai nostri affari, al nostro stupido orgoglio. Ne soffriamo tutto il peso, ma non siamo capaci di liberarci. Siamo anche consapevoli che spesso ciรฒ che affร scina ci uccide, eppure restiamo invischiati dentro i nostri rovi spinosi e pungenti. Come vorremmo elevarciยป, salire qualche gradino verso l’alto, cominciare a parlare seriamente delle cose del cielo e guardarlo con fiducia come la nostra patria finale! รˆ l’invito pasquale che Cristo sta rivolgendo a tutti noi. Ci chiede soltanto di rendere piรน viva ed operante la nostra fede.

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