Il testo ed il commento al Vangelo del 5 dicembre 2015 – Mt 9, 35-10,1.6-8, I Settimana del Tempo di Avvento – Anno I.
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Mt 9, 35-10,1.6-8 In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. C: Parola del Signore. |
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Commenti al Vangelo di Mt 9, 35-10,1.6-8
Commento dei giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)
Per riavere la vista.
Ci pènetrano nel profondo le urla dei due ciechi del vangelo di oggi: il buio degli occhi e, ancor più quello dell’anima, creano lo strazio interiore, quello che indùce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Fa sì che i due si accostino a lui…, è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce…, è cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro “sì” fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: “«Sia fatto a voi secondo la vostra fede».
E si aprirono loro gli occhi”. Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati da Cristo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede deve essere necessario, urgente rendere testimonianza di quanto ha ricevuto. Chiedere, ricevere, ringraziare… Sono tre verbi che vanno sempre insieme, specie davanti a Dio.

