Il Vangelo del Giorno, 29 maggio 2016, Lc 9, 11-17

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Il testo ed il commento al Vangelo del 29 maggio 2016 – Lc 9, 11-17 – Corpus Domini.

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  • Colore liturgico: bianco

Le nude domande del VangeloLe nude domande del Vangelo.
Meditazioni proposte a Papa Francesco e alla Curia romana

Le letture del giorno: Gn 14, 18-20; Sal 109; 1 Cor 11, 23-26; Lc 9, 11-17

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Lc 9, 11-17
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesรน prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: ยซCongeda la folla perchรฉ vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona desertaยป.
Gesรน disse loro: ยซVoi stessi date loro da mangiareยป. Ma essi risposero: ยซNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa genteยป. C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: ยซFateli sedere a gruppi di cinquanta circaยป. Fecero cosรฌ e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzรฒ gli occhi al cielo, recitรฒ su di essi la benedizione, li spezzรฒ e li dava ai discepoli perchรฉ li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietร  e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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Commento al Vangelo di Lc 9, 11-17

Nel video qui sopra,
il Vangelo letto da Enrico Henry Messina e commentato da Paolo Curtaz.

Commento a cura dei Monaci Benedettini

[ads2]Il Pane di Vita.

Gesรน eucaristia oggi esce trionfalmente dai tabernacoli e dalle chiese per essere portato in processione per le strade del mondo: ciรฒ รจ dettato dal desiderio, dalla fede e dalla devozione dei fedeli che vogliono percepire ancora piรน intensamente, viva e pulsante la presenza del Cristo, come quando percorreva duemila anni fa le strade della Palestina. Vogliamo farlo immergere di nuovo nel cuore del mondo per fargli sentire da vicino l’urgenza della sua rinnovata presenza tra noi. E’ sicuramente anche il canto della gratitudine e della lode della chiesa militante, dei pellegrini della terra, che lo, seguono imploranti e devoti.

E’ anche una presa di coscienza di tutto il cammino che ci ha fatto percorrere dal deserto delle nostre povertร , dalla condizione servile, nutrendoci di Pane e d’amore e riscattandoci a prezzo del suo sangue. Da quell’Ostia consacrata, da quella prima misteriosa Cena, sgorga come un memoriale, la nostra comunione con Cristo e la vera fraternitร  tra gli uomini. Quel pane di vita spezzato e moltiplicato sugli altari del mondo, sfama ancora la fame piรน acuta dell’umanitร . รˆ garanzia d’immortalitร , รจ recupero pieno della dignitร  filiale, รจ fonte inesauribile d’amore divino che si riversa nel cuore dell’uomo. Non bisognerebbe attendere la solennitร  annuale odierna per ricordarci di queste veritร : per troppo tempo Gesรน rimane forzatamente recluso negli angusti tabernacoli delle nostre chiese.

Egli chiede di abitare tra gli uomini, di vivere in comunione con ciascuno di noi, di condividere la nostra esistenza per rinvigorirla, per nobilitarla, per condurla all’approdo finale, alla mensa di Dio. Ci aspetta. RispondiamoGli con generoso abbraccio d’amore.

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