Il commento al Vengelo del
14 Giugno 2018 su Mt 5, 20-26
Decima settimana del Tempo Ordinario – Anno II/B
- Colore liturgico: Verde
- Periodo: Giovedรฌ
- Il Santo di oggi:
- Ritornello al Salmo Responsoriale: Annunzierรฒ ai fratelli la salvezza del Signore
- Letture del giorno: 1 Re 18, 41-46; Sal 64; Mt 5, 20-26
- Calendario Liturgico di Giugno
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
Mt 5, 20-26
Dal Vangelo secondoย Matteo
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซIo vi dico: se la vostra giustizia non supererร quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrร ucciso dovrร essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrร essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrร essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarร destinato al fuoco della Geรจnna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lรฌ ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lรฌ il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perchรฉ l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In veritร io ti dico: non uscirai di lร finchรฉ non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!ยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Commento al Vangelo a cura dei Monaci Benedettini
“Chiunque si adira sarร sottoposto al giudizio”.
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“Ma io vi dico” รจ la dichiarazione solenne al compimento della legge che Gesรน รจ venuto a rivelare, manifestandolo con la sua vita. “Avete inteso che fu detto agli antichi: non uccidere”, ma non c’รจ posto neppure per l’ira contro il fratello.
C’รจ da smarrirsi di fronte a questo Vangelo. Ma allora chi si puรฒ salvare? Gesรน di fronte a questa nostra impotenza, non si impietosisce. Non ci richiede le nostre scuse per la sua morte in croce, ci ha comandato solo di amarci come egli ci ha amato, e in piรน ci fa dono del suo Spirito, perchรฉ potessimo realizzare tale amore, tale autentica trasformazione.
Da questo si distinguono i veri discepoli del Signore: che nello Spirito di Dio non si lasciano portare dall’ira, dal disprezzo, dall’aggressivitร . Risuoni pure dentro di noi, “se la vostra giustizia non sarร superiore a quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”! Abbiamo bisogno continuamente di scrollarci di dosso la nostra “giustizia” per non lasciar affiorare nei nostri rapporti cristiani l’invidia, la gelosia, la critica, le maldicenze, il giudizio, l’aggressione.
Noi abbiamo bisogno di ricuperare l’amore e la pace come il Signore Gesรน li ha vissuti in concreto. Con il nostro Battesimo portiamo a maturazione, a compimento quei semi che la divina Provvidenza ha infuso nei nostri cuori.
Al dire dell’evangelista Giovanni: “noi passiamo continuamente dalla morte alla vita perchรฉ amiamo i nostri fratelli”.
