Francesco: Il dito e la luna – La memoria: psicologia o teologia?
Si è tenuto nella Basilica di San Giovanni in Laterano il primo dei “quaresimali” promossi dalla Diocesi di Roma. Questo ciclo di incontri, ormai una tradizione consolidata, è dedicato quest’anno alla figura di San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottavo centenario della sua morte.
A guidarci in questo itinerario di riflessione e meditazione sono due voci d’eccezione: il biblista don Fabio Rosini e il professor Franco Nembrini, con le conclusioni affidate al cardinale vicario Baldo Reina.
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L’obiettivo della serata L’intento non è celebrare un santo “nella nicchia” o mitizzato, ma riscoprire Francesco come un compagno di viaggio reale, capace di parlarci nelle fatiche e nelle solitudini di oggi. Come sottolineato in apertura, la Quaresima è un tempo di conversione e di passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo.
I punti chiave dell’incontro:
- Memoria Psicologica vs Teologica: Don Fabio Rosini ha introdotto il tema partendo dal Testamento di Francesco. Mentre la memoria “psicologica” è spesso legata all’autocontemplazione e ai dettagli inutili (il “gossip” della vita), Francesco esercita una memoria teologica o provvidenziale. Egli racconta anni di vita in poche righe perché il vero protagonista non è lui, ma Dio che opera in lui.
- Il cambiamento del gusto: Un momento centrale della conversione di Francesco è l’incontro con i lebbrosi. Ciò che prima gli sembrava “amaro” vedere, per grazia di Dio si trasforma in “dolcezza di animo e di corpo”. È la sfida a lasciarsi “deassolutizzare” le percezioni: Dio può rendere dolce ciò che il mondo considera amaro.
- La radicalità contro il nulla: Franco Nembrini ha condiviso la sua esperienza personale, ricordando come la figura di Francesco e il suo Cantico delle Creature siano stati la risposta all’angoscia del “nulla” giovanile. Francesco non è un santo “sentimentalone”, ma un uomo di una radicalità impressionante, capace di guardare in faccia la morte chiamandola “sorella” perché ha trovato ciò che vince la morte stessa.
- Umiltà e Sacramento: L’umiltà di Francesco non è una sottostima di sé, ma il riconoscimento che tutto è dono e grazia. Questo si riflette nella sua immensa fede verso i sacerdoti e l’Eucarestia: nel sacramento, Francesco vede corporalmente il Figlio di Dio presente nel mondo.
- Obbedienza e Libertà: In chiusura, è stato lanciato il tema del prossimo incontro: il paradosso dell’obbedienza che, lungi dal limitare l’uomo, coincide per Francesco con la vera libertà.
Un invito a vivere questo tempo forte come un cammino di purificazione della nostra sensibilità, per imparare a vedere l’opera di Dio nella nostra storia quotidiana.
