In questa 25.ma Domenica del Tempo ordinario, la liturgia ci propone il passo del Vangelo in cui Gesรน racconta la parabola dellโamministratore disonesto che, una volta scoperto, si fa amici i debitori con quanto ha rubato, venendo perfino lodato dal padrone. Gesรน spiega cosรฌ la parabola:
โI figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterneโ.
Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Universitร Gregoriana:
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Questa volta Gesรน ci lascia sconcertati, almeno al primo impatto: perchรฉ fa lโelogio di un amministratore che riesce a crearsi amici manipolando i bilanci del suo padrone. Sembra di leggere qualcosa che incontriamo spesso anche oggi… Ma Gesรน in realtร non intende proprio farne un modello a motivo della disonestร , ma per la capacitร di reagire, di trovare una via di uscita comunque nelle difficoltร . Cioรจ si รจ dato da fare e non si รจ arreso, certo ha peggiorato la situazione dal punto di vista dellโonestร , ma si รจ garantito futuri amici. Quindi non per la disonestร รจ modello, ma per lโintraprendenza: appunto su questo aspetto Gesรน vuole richiamare lโattenzione. Perchรฉ โi figli della luceโ a volte sono poco inventivi, poco creativi nel trovare soluzioni nuove per diffondere il bene, per creare forme di solidarietร positiva, per contrastare le prepotenze e il malaffare. Lโattaccamento al denaro รจ causa di molti mali, continua Gesรน: non perchรฉ esso sia uno strumento cattivo, ma perchรฉ se ti prende il cuore (e molto spesso succede!) ti avvelena la vita con le sue ossessioni. Effetti devastanti che tutti abbiamo sotto gli occhi. Apriamoli bene prima che cadiamo nella stessa trappola.
Fonte: RadioVaticana
