Un giorno Gesรน si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: ยซLe folle, chi dicono che io sia?ยป. Essi risposero: ยซGiovanni il Battista; altri dicono Elรฌa; altri uno degli antichi profeti che รจ risortoยป.ย
Allora domandรฒ loro: ยซMa voi, chi dite che io sia?ยป. Pietro rispose: ยซIl Cristo di Dioยป.
Egli ordinรฒ loro severamente di non riferirlo ad alcuno. ยซIl Figlio dellโuomo โ disse โ deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giornoยป.ย Lc 9,18-22
[ads2]Pietro compie un salto mortale nella fede quando afferma che Gesรน รจ il Cristo di Dio. La gente aspettava un messia ma era un messia trionfante, poderoso, possente condottiero, un nuovo re Davide che avrebbe ridato lustro alla decaduta monarchia di Israele. Non certo un marginale falegname di Nazareth improvvisatosi rabbino!
Nulla faceva pensare che davvero Gesรน potesse assomigliare alla figura del Messia: solo i piรน attenti avevano letto fra le righe di Isaia lโannuncio di un Servo sofferente disposto a morire per proclamare lโanno di liberazione di Dio. Pietro giunge ad intuire questa veritร assoluta che Gesรน conferma, ribadendo che il messianismo che egli incarna non ha nulla a che vedere col trionfalismo.
Spiazza i discepoli questa affermazione e anche noi. Non preferiremmo un Messia forte e muscoloso che ci risolvesse i problemi? Lo vogliamo davvero un Dio che mantiene un basso profilo, che cammina con gli uomini, che ne condivide sogni e speranze, dolori e aspettative? Gesรน contraddice la connaturale idea di Dio che portiamo nel cuore, ribalta la nostra prospettiva, ci obbliga a chiederci davvero chi รจ Dio. E se lo vogliamo davvero, un Dio cosรฌโฆ
Fonte – Paolo Curtaz (blog)
