La madre che attende, cresce in sรฉ il figlioย e gli dona la vita, รจ anche colei che lo dona alla vita. Dunque non lo tiene per sรฉ, non ne fa una sua proprietร ma subito lo riconosce come altro e per farlo vivere impara a perderlo. Il figlio, che dal padre riceve lโequilibrio tra legge e desiderio, e impara il senso del limite, chiede alla madre di essere amato di un amore particolare. La figura materna soccorre e presta attenzione allโunicum del figlio; ama il reale di suo figlio e non lโideale. Accanto alle luci, lโautore delinea le ombre del complesso mestiere di essere madre: da un lato la rinuncia alla femminilitร e allโessere donna della madre e dallโaltro la rinuncia a vivere fino in fondo la maternitร della donna.
Riflessione tenuta da Massimo Recalcati a Bose il 22 marzo 2015.
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