I film della settimana restando a casa

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Il cinema che racconta la Croce. Le proposte per la Settimana Santa dellโ€™Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali Commissione nazionale valutazione film CEI

di Massimo Giraldi e Sergio Perugini

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Siamo nella Settimana Santa, a pochi giorni alla Pasqua. Le nostre Chiese rimangono chiuse per lโ€™emergenza Coronavirus, ma si moltiplicano le iniziative della Santa Sede e della Chiesa cattolica italiana per essere il piรน possibile prossimi, lรฌ ai piedi della Croce, per vivere questo momento di profondo ripensamento e di rinascita. Lโ€™arte e i media come sempre ci accompagnano e ci offrono preziose suggestioni. Come Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali Commissione nazionale valutazione film della CEI abbiamo scelto il cinema come terreno di โ€œprovocazioneโ€ e di condivisione: ecco di seguito otto racconti sulla Passione, tra visioni cristologiche โ€œclassicheโ€ e sguardi parabolici, attualizzazioni, che accostano la vicenda di Cristo alle storie della societร  odierna.

โ€œIl Vangelo secondo Matteoโ€

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Ne abbiamo parlato a marzo, in occasione della messa in onda di Tv2000. รˆ โ€œIl Vangelo secondo Matteoโ€ (1964) di Pier Paolo Pasolini, una delle opere italiane e internazionali piรน intense e convincenti sul racconto della vita e della Passione di Cristo, prendendo le mosse proprio dal testo di Matteo. Pasolini giunge a questo film dopo aver avviato una sorta di via Crucis โ€œprofanaโ€, laica, raccontando lโ€™umanitร  disgraziata nelle periferie disperse della Capitale, gli scartati dal boom economico.

Al โ€œVangelo secondo Matteoโ€ (1964) arriviamo dunque attraverso le stazioni di โ€œAccattoneโ€ (1961), โ€œMamma Romaโ€ (1962) e โ€œRicottaโ€ (1963): tutti film i cui protagonisti sembrano richiamare le sofferenze sulla Croce, fino ad accostarsi appunto a quella di Gesรน. Lรฌ Pasolini, nel โ€œVangelo secondo Matteoโ€, sembra ricordarci che lโ€™uomo quasi non รจ in grado di comprendere lโ€™entitร  del sacrificio di Cristo e il regista friulano rimarca questo mostrando il โ€œnero cinematograficoโ€ nel momento piรน alto della Passione. Come sottolinea, infatti, Dario E. Viganรฒ: โ€œSe il film รจ sostanzialmente la trasposizione del testo di Matteo, รจ proprio la regia di Pasolini, lโ€™atto del dire, che conduce a un guadagno di profonditร  del testo biblico. [โ€ฆ] Pasolini ha evidenziato [โ€ฆ] che la morte di Gesรน, e dunque la sua obbedienza al Padre, il suo amore straordinario per ogni uomo, รจ talmente centrale nella storia dellโ€™umanitร  che ad essa non รจ possibile accedere con lo sguardo: di fronte ad essa abbiamo una sorta di estraniazione perchรฉ la morte in croce, luogo della rivelazione della gloria del Padre, esige lโ€™oltrepassamento di uno sguardo che diviene ascolto. Per questo Pasolini, con una scelta registica assolutamente anticinematografica, chiude lโ€™obiettivo e mostra il neroโ€ (D.E. Viganรฒ, D. Iannotta, Essere. Parola. Immagine. Percorsi del cinema biblico, Effatร  2000, p. 122).

โ€œJesus Christ Superstarโ€

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Dagli anni โ€™20 agli anni โ€™60 Hollywood offre numerose occasioni per rileggere la figura di Cristo, con uno stile molto solenne, ma decisamente accomodante: un Gesรน non troppoโ€œscomodoโ€, ridotto a stereotipo narrativo, ben lontano dalla complessitร  dei racconti evangelici. Negli anni โ€™70, poi, complice anche il fermento politico e socio-culturale divampato nella societร , si registra nel cinema americano un deciso cambio di passo narrativo. Di quella stagione รจ โ€œJesus Christ Superstarโ€ (1973), racconto rock della Passione diretto da Norman Jewison e ispirato allโ€™opera di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Il film affronta la figura di Gesรน mettendo in scena gli ultimi sette giorni della sua vita. Al di lร  della cornice rock, tra le particolaritร  dellโ€™opera si segnalano anzitutto una rappresentazione densa di colori, influenzata dalla cultura hippy del tempo; la figura di Gesรน (Ted Neeley) viene resa in maniera profondamente umana, priva della dimensione miracolosa; non passa inosservata poi lโ€™assenza della figura di Maria, colmata in parte dalla presenza di Maria Maddalena (Yvonne Elliman); infine Giuda (Carl Anderson), proposto non come traditore, bensรฌ come โ€œstrumento provvidenzialeโ€, un aiuto per Cristo nel suo cammino verso la Croce. A suo tempo il film รจ stato accolto tra perplessitร  ed entusiasmo, oggi โ€œJesus Christ Superstarโ€ รจ considerato un classico nelle proposte in ambito pastorale. Nel 1974 la Commissione nazionale valutazione film CEI lo ha definito: โ€œUna tale fisionomia di spettacolo-fantasia-religiosa รจ esaltante e stimolante, anche per la ricchezza artistica del lavoro; merita perciรฒ una raccomandazione, ma esige, tuttavia, un accostamento avveduto e cosciente. Raccomandabile/difficileโ€ (โ€œSegnalazioni cinematograficheโ€, Vol. 76, 1974).

โ€œI giardini dellโ€™Edenโ€

Quasi contemporaneamente alla messa in onda della miniserie televisiva Rai-Lux Vide โ€œJesusโ€ (1999) โ€“ titolo del โ€œProgetto Bibbiaโ€ negli anni โ€™90 โ€“ al cinema arriva โ€œI giardini dellโ€™Edenโ€ (1998) di Alessandro Dโ€™Alatri, originale e ricercato racconto sugli anni non documentati della vita di Gesรน, quelli relativi al suo cammino di formazione. La sceneggiatura รจ scritta da Dโ€™Alatri insieme allo scrittore ebreo Miro Silvera, raccogliendo le suggestioni di Enzo Bianchi della Comunitร  di Bose. Lโ€™opera propone

la storia del giovane Jeoshua (Kim Rossi Stuart) nel passaggio dallโ€™adolescenza, dal momento del Bar Mitzvah, allโ€™etร  adulta, sino allโ€™arresto del Battista. La Commissione nazionale valutazione film nel 1998 ha valutato cosรฌ il film: โ€œRacconta una veritร  essenziale per la fede cristiana: lโ€™umanitร  di Gesรน, che non รจ affatto scontata. Il regista Dโ€™Alatri racconta un Gesรน che, accanto al padre e alla madre, impara a pregare, apprende la storia del suo popolo, forma a poco a poco le proprie capacitร  di giudizio sulle vicende alle quali partecipa. [โ€ฆ] Una voglia sincera di ricostruire unโ€™immagine di Gesรน non diversa o stravolta ma in grado di parlare allโ€™uomo distratto e spesso confuso di fine Millennio. Per tutti questo motivi il film, di taglio problematico, รจ da valutare come raccomandabileโ€ (โ€œSegnalazioni cinematograficheโ€, n. 126, 1998, pp. 117-119).

โ€œLa Passione di Cristoโ€

Altro snodo significativo nella storia del cinema cristologico โ€“ seppure al centro di un ampio dibattito e di non poca perplessitร  per lo stile narrativo โ€“ รจ senza dubbio โ€œLa Passione di Cristoโ€ (โ€œThe Passion of the Christโ€, 2004) di Mel Gibson. Il regista ispirandosi ai Vangeli e alle visioni della beata Anna Katharina Emmerick, nonchรฉ recuperando alcune intuizioni visive di Pasolini, racconta nel film le ultime dodici ore della vita di Gesรน (James Caviezel), dalla cattura nellโ€™orto degli ulivi alla salita del Golgota. Nel mettere in scena la dolorosa Via Crucis, il regista intervallata la narrazione con brevi flashback che richiamano dei momenti della vita di Gesรน, dallโ€™infanzia segnata dal legameย  conย  laย  madreย  Mariaย  (Maiaย  Morgenstern)ย  allaย  vitaย  adulta,ย  insiemeย  ai ย discepoli.

Influenzato dalla pittura nordeuropea (Matthias Grรผnewald e Albrecht Dรผrer), Gibson propone una nuova rappresentazione della Passione di Cristo con uno stile visivo molto duro, fosco, esplicito nella visualizzazione della violenza e della sofferenza, ricorrendo a un linguaggio cinematografico contemporaneo, quasi senza filtri.

โ€œRisenโ€

Nel 2017 Hollywood torna a rileggere la vicenda di Gesรน a partire dalla sua morte, ovvero dal momento successivo, raccontando lo smarrimento dei suoi discepoli e soprattutto lo sguardo di un non credente. Parliamo di โ€œRisenโ€ (โ€œRisortoโ€) di Kevin Reynolds, che propone la storia del tribuno militare Clavio (Joseph Fiennes), chiamato a sorvegliare il Sepolcro e a impedire ai discepoli di Cristo di recuperarne il corpo. Clavio scopre perรฒ che il sepolcro รจ vuoto e ciรฒ genera una falla nelle sue certezze, nel suo stile distaccato dalle cose della vita. Inizia un cammino di riflessione, che lo predispone allโ€™incontro, al cambiamento. Reynolds ci consegna una prospettiva abbastanza originale, soffermandosi ad approfondire le reazione della comunitร  del tempo alla morte di Cristo. โ€œRisenโ€ si snoda tra ragione e irrazionalitร  โ€œcome un โ€˜thrillerโ€™ da risolvere. [โ€ฆ] Le scene dโ€™azione sono efficaci e non superano mai la soglia del facile ammaestramento. รˆ evidente che il recupero di una dimensione semplice, mai enigmatica o ambigua รจ ciรฒ che chiede la traduzione in immagini della storia della Resurrezione oggi. Dal punto di vista pastorale, il film รจ da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattitiโ€ (Scheda pastorale di โ€œRisenโ€ sul sito Cnvf. it).

โ€œMaria Maddalenaโ€

Tra le ultime proposte sempre da Hollywood cโ€™รจ โ€œMaria Maddalenaโ€ (2018) di Garth Davis con Joaquin Phoenix e Rooney Mara, film che ci racconta Gesรน attraverso la figura di una persona prossima a lui e ai discepoli, appunto Maria Maddalena. La giovane donna salvata da Gesรน si fa testimone del suo cammino e del suo atto dโ€™amore per lโ€™umanitร , il suo lasciarsi morire in Croce. Con una messa in scena sontuosa e di taglio spettacolare, lโ€™opera rischia di rientrare nel filone accomodante della Hollywood classica, piรน interessata a suggestionare lo sguardo che ad approfondire la Storia e i suoi protagonisti. Scrive cosรฌ la Commissione nazionale valutazione film CEI nel 2018: โ€œIl copione sceglie la via piรน facile per accostarsi alla Croce [โ€ฆ] rischiando di perdere di vista la profonditร  della vicenda, la problematicitร  e la ricchezza della storia narrata. Il miracolo di Lazzaro, la crocifissione, la Resurrezione sono momenti che restituiscono certo i fatti di duemila anni fa, misteriosi e impenetrabili ma non trasmettono inquietudine, non sconvolgono e non lasciano in attesa della venuta del โ€˜Regnoโ€™ [โ€ฆ] per fare un buon film bisogna conoscere molto bene la materia che si intende trattare. Non piegarla alle esigenze dello spettacoloโ€ (Scheda pastorale di โ€œMaria Maddalenaโ€ sul sito Cnvf.it).

โ€œGran Torinoโ€

Come ricorda sempre mons. Dario E. Viganรฒ, le moderne โ€œfigurae Christiโ€ sono storie o meglio personaggi che in tempi e contesti differenti da quelli nei quali Gesรน รจ vissuto assumono tratti dellโ€™esperienza di Cristo. Una delle storie piรน sorprendenti del nuovo Millennio, che meglio si accosta alla formula del racconto parabolico, รจ di certo โ€œGran Torinoโ€ (2009) di Clint Eastwood, ovvero il cammino di conversione e testimonianza di un anziano reduce di guerra nellโ€™America contemporanea. Walt Kowalski (Eastwood) si abbandona al sacrifico per il bene del prossimo, ovvero quello del giovane vicino di casa Thao (Bee Vang) e della sua famiglia di immigrati di etnia Hmong, presi di mira da una banda di quartiere. Kowalski si appella a Maria e si erge sul Golgota nella stanca e affaticata periferia americana; lรฌ si carica sulle sue spalle i dolori e la rabbia della povera gente, smorzando ogni forma di violenza e di vendetta. Kowalski diventa un pacificatore della comunitร , regalando allโ€™adolescente Thao โ€“ emblema delle nuove generazioni โ€“ un sognoย  di pace e speranza per il domani.

โ€œDue giorni, una notteโ€

รˆ forse uno dei film piรน belli dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne โ€œDue giorni, una notteโ€ (โ€œDeux jours, une nuitโ€, 2014), perchรฉ possiede sรฌ quella consueta carica di denuncia sociale โ€“ tratto tipico del cinema dei Dardenne โ€“ ma riesce anche ad accendere la fiamma della speranza, la fiducia in un riscatto possibile. Il film puรฒ essere ricollegato al filone parabolico perchรฉ sembra mettere in scena le stazioni della Croce dellโ€™umanitร  oggi, quella povera che combatte per la dignitร  del posto di lavoro, come piรน volteย ย  ci ricorda papa Francesco. In โ€œDue giorni, una notteโ€ assistiamo pertanto alla via Crucis dellโ€™operaia Sandra (una Marion Cotillard di inarrivabile bravura), che appena rientrata sul posto di lavoro dopo una malattia invalidante si vede mettere alla porta, licenziata, perchรฉ ritenuta improduttiva. Il suo capo, infatti, ha illuso i colleghi di Sandra con un bonus in busta paga: o Sandra nel team di lavoro oppure un poโ€™ di soldi in piรน a fine mese. Seppur umiliata e rifiutata, Sandra decide di mettersi comunque in gioco, in cammino, facendo il possibile per far cambiare idea ai propri colleghi. Compie cosรฌ una processione laica, una via Crucis, piegata dal peso dellโ€™angoscia e della paura; arriva persino a sognare la morte, la fine di tutto quel dolore, ma grazie allโ€™amore della sua famiglia rimane in vita. Sandra riesce a scendere dalla Croce, a (ri)trovare le tracce della Grazia nella sua esistenza, nonostante tutto.

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