Giuseppina Bruscolotti – Commento al Vangelo di domenica 27 Ottobre 2019

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โ€œLa preghiera del povero attraversa le nubiโ€, sentenzia lโ€™Autore del Libro del Siracide che ascoltiamo domenica XXX del TO.

Prima lettura

Lโ€™opera poetica del libro del Siracide affronta i piรน disparati temi di sapienza popolare quali ad esempio la convivenza civile, la responsabilitร  personale, la scelta della moglie giusta, le varie attivitร  lavorative, โ€ฆ, e, relativamente alla pagina di nostro interesse, la questione che si pone รจ quella giustizia divina descritta tuttavia in modo โ€˜ambivalenteโ€™.

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Il Signore viene infatti presentato come un giudice imparziale che non fa โ€œpreferenza di personeโ€, ma nello stesso tempo risulta essere โ€˜parzialeโ€™ in quanto si schiera dalla parte degli โ€œoppressiโ€ che hanno subito ingiustizie.

Il Siracide a proposito evidenzia alcune categorie di poveri tra cui la vedova le cui lacrime (questo si legge dal Testo per intero) insieme alla preghiera non possono che arrivare al Signore poichรฉ, come insegna anche il Talmud, non cโ€™รจ porta celeste che possa resistere alle lacrime di dolore (Baba Mesiโ€˜a). Il Signore ascolta quindi il grido dei poveri che senza arrendersi insistono facendo sรฌ che la loro richiesta oltrepassi le โ€œnubiโ€ per impetrare โ€œsoddisfazioneโ€ ed โ€œequitร โ€.

Salmo

Anche il Salmo alfabetico (34) con cui rispondiamo alla prima lettura riprende i temi della โ€˜parzialitร โ€™ divina e dellโ€™esaudimento del grido dei poveri.

Soprattutto parla della funzione di riscattatore ( goel ) che il Signore assolve a favore dellโ€™intera vita dei suoi โ€œserviโ€ intendendo cioรจ sia la difesa dellโ€™aspetto biologico dellโ€™uomo terreno che quello spirituale ed eterno in quanto โ€œnon sarร  condannato chi in lui si rifugiaโ€

Seconda lettura

La seconda lettura tratta dalla II Lettera di san Paolo a Timoteo ci presenta ancora i temi della giustizia resa dal Signore allโ€™oppresso e della salvezza eterna promessa ai credenti. In questo caso lโ€™oppresso รจ lo stesso Paolo che, volgendo alla conclusione la Lettera indirizzata al suo discepolo e sentendo vicino il momento di lasciare questa terra, ripercorre la sua vita passata non per esaltare se stesso, ma per incoraggiare Timoteo ad adempiere fedelmente il suo ministero.

Lโ€™Apostolo ricorre alla metafora โ€˜atleticaโ€™ parlando di โ€œcombattimentoโ€ ( agonia ) di โ€œcorsaโ€ ( dromon ) impiegati nellโ€™estenuante opera di evangelizzazione e di โ€œcoronaโ€ ( stefanos ) conquistata mantenendo sempre salda la โ€œfedeโ€. Paolo scrive con questo tono cosรฌ colmo di pathos perchรฉ di fatto ha vissutounโ€™estrema solitudine, un abbandono totale da parte dei suoi relativamente ad una situazione in cui ha rischiato di venir ucciso, ma il Signore lโ€™ha sottratto โ€œdallaย bocca del leoneโ€, ovvero lโ€™ha scampato dal pericolo della condanna a morte (Sal 22,21; Dn 6).

Vangelo

La pagina del Vangelo secondo Luca ci propone lโ€™ascolto della parabola del fariseo e del pubblicano, parabola racchiusa tra il primo versetto in cui รจ lโ€™Autore ad evidenziare il motivo dellโ€™insegnamento e lโ€™ultimo in cui รจ Gesรน ad esporre la risoluzione del motivo iniziale. Si tratta di due uomini che โ€˜salgonoโ€™ al tempio a pregare il cui atteggiamento attira il nostro interesse.

Il fariseo inizia bene la sua preghiera: Dio รจ chiamato subito in causa e il motivo รจ il ringraziamento. (Questo rientrava nella prassi religiosa giudaica, basta considerare i Salmi o tante altre preghiere). Poi perรฒ la preghiera del fariseo evolve in un elenco di categorie a cui orgogliosamente afferma โ€œtra sรฉโ€ di non appartenere: โ€œladri, ingiusti, adulteriโ€ e vi aggiunge il โ€œpubblicanoโ€ presente. Non solo.

Questo fariseo pratica piรน di quanto la Legge suggerisce: dice infatti di digiunare due volte alla settimana, quando in realtร  il digiuno era imposto nel giorno dellโ€™espiazione (Lv 16; 23); afferma di pagare la decima su quanto possiede, quando invece tale dovere riguardava solo colui che vendeva (Dt 12).

Effettivamente, presentato cosรฌ, il ritratto morale del fariseo risulta impeccabile! Ad esso subentra la descrizione del pubblicano: rimane in lontananza, non alza gli occhi, si batte il petto in segno di contrizione, si definisce โ€˜peccatoreโ€™ e rivolge al Signore lโ€™accorato appello alla pietร  verso di lui. Il fariseo dice di sรฉ cose vere, altrettanto lo รจ per il pubblicano che era ufficialmente riconosciuto come โ€˜peccatoreโ€™ o frequentatore di peccatori (5,30.32; 7,34; 15,1).

La soluzione sta infatti โ€“ come dicevamo โ€“ nei versetti iniziale e finale: non puรฒ esserci compatibilitร  tra lโ€™โ€˜essere giustiโ€™ e il disprezzo per gli altri. E il risultato finale รจ proprio un ribaltamento dei ruoli: il pubblicano che si definisce sinceramente peccatore viene โ€œesaltatoโ€, il fariseo orgoglioso del suo essere โ€˜giustoโ€™ se ne ritorna โ€œumiliatoโ€.

Questo non significa affatto assumere un atteggiamento contrario alla โ€˜leggeโ€™ del Vangelo, quanto piuttosto evitare la presunzione di giudicare gli altri non ritenendo possibile che gli altri possano davvero pentirsi e credere soprattutto al carattere misericordioso del Signore che nelle Sue vie imperscrutabili puรฒ raggiungere anche i cuori piรน ostinati e riaccoglierli nella comunione con Lui.

Fonte: La Voce

Commento a cura di Giuseppina Bruscolotti:

La professoressa Giuseppina Bruscolotti insegna Sacra Scrittura allโ€™Istituto Teologico di Assisi. Originaria di Massa Martana, vive per lo piรน a Roma dove insegna Sacra Scrittura e Religione Cattolica. Scrive articoli di carattere scientifico su alcune riviste e il Commento al Vangelo della Domenica sul settimanale ยซLa Voceยป. Tiene conferenze bibliche e organizza attivitร  liturgiche e caritative con gli studenti romani.

Letture della
XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

La preghiera del povero attraversa le nubi

Dal libro del Sirร cide
Sir 35,15b-17.20-22a

ย 
Il Signore รจ giudice
e per lui non cโ€™รจ preferenza di persone.
ย 
Non รจ parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dellโ€™oppresso.
Non trascura la supplica dellโ€™orfano,
nรฉ la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre รจ accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
ย 
La preghiera del povero attraversa le nubi
nรฉ si quieta finchรฉ non sia arrivata;
non desiste finchรฉ lโ€™Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito lโ€™equitร .

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 33 (34)
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Benedirรฒ il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R.
ย 
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce. R.
ย 
Il Signore รจ vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarร  condannato chi in lui si rifugia. R.

Seconda Lettura

Mi resta soltanto la corona di giustizia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timรฒteo
2 Tm 4,6-8.16-18

ย 
Figlio mio, io sto giร  per essere versato in offerta ed รจ giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerร  in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
ย 
Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Nei loro confronti, non se ne tenga conto. Il Signore perรฒ mi รจ stato vicino e mi ha dato forza, perchรฉ io potessi portare a compimento lโ€™annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e cosรฌ fui liberato dalla bocca del leone.
ย 
Il Signore mi libererร  da ogni male e mi porterร  in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio

Vangelo

Il pubblicano tornรฒ a casa giustificato, a differenza del fariseo.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,9-14

ย 
In quel tempo, Gesรน disse ancora questa parabola per alcuni che avevano lโ€™intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
ย 
ยซDue uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e lโ€™altro pubblicano.
ย 
Il fariseo, stando in piedi, pregava cosรฌ tra sรฉ: โ€œO Dio, ti ringrazio perchรฉ non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adรนlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedoโ€.
ย 
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: โ€œO Dio, abbi pietร  di me peccatoreโ€.
ย 
Io vi dico: questi, a differenza dellโ€™altro, tornรฒ a casa sua giustificato, perchรฉ chiunque si esalta sarร  umiliato, chi invece si umilia sarร  esaltatoยป.

Parola del Signore

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