A volte la vita ci spinge in situazioni che non abbiamo scelto, dove ci sentiamo soli a lottare contro il vento contrario delle prove, della stanchezza o del dubbio. Anche se Gesù è sul monte e i discepoli sono in mezzo al mare, Lui non li perde di vista.
Dio non è distante o indifferente: la sua preghiera sul monte è il filo invisibile che sostiene la nostra barca nel buio. La paura dei discepoli nasce dal non riconoscere Gesù, lo scambiano per un fantasma. Quante volte Dio passa nella nostra vita e noi lo scambiamo per un problema, per un caso o per una minaccia?
La sua risposta è un’iniezione di coraggio: “Io Sono “, e questo è la presenza di Dio che cammina sopra ciò che a noi fa paura. Se non partiamo dallo spezzare il pane, l’Eucaristia, il dono di sé, non riusciremo mai a riconoscere Gesù nelle tempeste della vita.
Oggi, quando ti senti stanco di “remare” contro le difficoltà, fermati un istante, non guardare solo il vento, cerca una vera apertura alla situazione e vedrai Colui che cammina sulle acque, venire verso di te e dirti il suo: “Coraggio, sono io”.
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