Siamo proprio alla fine del Vangelo di Giovanni, con Gesรน e Pietro in cammino. E dietro di loro Giovanni, il discepolo amato. Pietro non si smentisce neanche ora che Cristo gli ha affidato la Sua Chiesa e chiede a Gesรน ciรฒ che non rientra nei suoi schemi: “che ci fa Giovanni qui? Hai detto a me di seguirti”. E Gesรน subito lo riporta all’essenziale: “a te che importa? Tu seguimi!”
Ecco, noi come Pietro siamo spogliati senza mezzi termini dai nostri confronti, dubbi, calcoli. Abbiamo detto a Cristo che lo amiamo, ci siamo incamminati con Lui, ma ancora ci guardiamo dietro e intorno a chiederci se sia la strada, e la compagnia, giusta quella dove Lui ci porta. Lo seguiamo sรฌ, ma volendo mantenere un minimo di controllo.
La bellezza della relazione con Cristo invece รจ tutta qui: sentirsi liberi di poggiare la nostra testa sul Suo petto, di riposarci e domandare, di godere della Sua presenza; e di andare dove ci indica lasciandoci stupire da ciรฒ che รจ oltre la nostra ragione, riscoprendo ancora l’unicitร della nostra personale storia d’amore con Lui.
ร come se alla fine del suo Vangelo Giovanni ci sveli il “trucco” per poter scrivere un pezzo di Vangelo con le nostre vite: lasciarci amare e seguirlo. Tanto basta.
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