
Si vuol dire che la prima caratteristica del pastore è l’amore e il coraggio impavido con cui difende le pecore: egli, a differenza del mercenario, “es-pone” per loro la sua vita ad ogni pericolo. Per il pastore le pecore sono “sue”: gli appartengono e ne ha cura come della propria vita. Il mercenario (il diavolo), invece, è preoccupato del suo salario: le pecore sono a servizio della sua vita, non lui della loro.
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Il buon Pastore difende le sue pecore perché gli interessano (inter-esse = essere-dentro): le ha a cuore perché le ha nel cuore. Egli quindi si “es-pone” e “dis-pone” della propria vita a favore delle pecore, la offre loro.
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