Oggi, Giornata della Memoria, ricordare ha a che fare con il cuore. Etimologicamente, ricordare significa portare di nuovo al cuore. Possiamo dire, allora, che la sede della memoria non è il cervello, ma il cuore.
E cosa ricordare? Certamente gli eventi belli, ma soprattutto quelli brutti, quelli che hanno segnato profondamente la nostra vita. Ricordare serve per non cadere più negli stessi errori, per imparare e crescere.
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Ecco, oggi è la Giornata della Memoria, ma sembra che questo mondo non voglia proprio imparare. Non ci poteva essere Vangelo più azzeccato: “Un regno diviso in se stesso non rimarrà in piedi.”
No, non rimarremo in piedi se continueremo a dividerci, se continueremo a giocare al ruolo di vittima e carnefice. Siamo sempre alla ricerca di un colpevole, qualcuno da accusare per sentirci un po’ meno colpevoli.
Siamo divisi, e non è un caso che la parola “diavolo” significhi proprio questo: divisione. Il diavolo è colui che divide. Cristo, invece, è venuto per unire tutto, a dare compimento.
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