Possiamo solo immaginare il dolore che prova la donna incontrata da Gesù. Un dolore straziante. Un dolore avvolto dal silenzio, perché alcuni dolori non sopportano parole e nemmeno le preghiere sono di conforto quando finisce la speranza.
Una donna vedova e una madre con un figlio morto: una donna recisa nel suo frutto e nella sua appartenenza. È questo che incontra oggi Gesù. È questo a cui oggi Gesù vuole porre fine. E non lo fa con giri di parole o con teologie da studiare.
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“Non piangere” è l’unica cosa che dice, vuole rimediare a quella sofferenza. Cristo diventa colui che fa diventare finito il dolore destinato ad essere infinito. Non vale solo per la vicenda della donna sola, ma chiunque soffre può ritrovarsi in questo racconto.
Come cristiani, dobbiamo sempre ricordare che la nostra vita terminerà nella vita eterna, e la vita eterna è la restituzione definitiva di ciò che amiamo di più. Tutto questo non deve essere soltanto qualcosa di consolatorio, ma è alla base della Speranza.
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