In questo brano Gesù attacca l’ipocrisia, una malattia che non riguarda solo i Farisei del tempo, ma anche noi, quando la fede diventa solo un’apparenza. Guai a chi costruisce i sepolcri dei profeti dopo averli perseguitati e uccisi.
Guai a chi si riempie la bocca di parole di Amore, Verità e giustizia, quando ha ucciso il seme di tutto ciò nella propria vita quotidiana. Guai a chi ha portato via la chiave della conoscenza, impedendo di arrivare a conoscere l’Amore di Dio.
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Gesù ci ricorda che la fede è una porta aperta, non un lucchetto complicato. Non dobbiamo rubare questa chiave a noi stessi, pensando che Dio sia un peso o un problema, e non dobbiamo rubarla agli altri, giudicando e complicando la vita di chi si avvicina a Dio con semplicità.
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