Nel Vangelo Gesù usa la metafora dell albero proprio perché l’uomo è come un albero che cresce lentamente; il suo cuore, cioè la sua at-titudine fondamentale verso la vita, si forma con lentezza, fin dall’infanzia. Per questo gli autori spirituali ripetono di occuparsi dell’educazione del cuore.
Ma è possibile educare un cuore? L’albero non può prendere il posto di un altro albero; eppure, sì, può: con l’innesto. Quante volte ci rendiamo conto che nonostante i nostri sforzi non riusciamo a non dire male del prossimo. Sappiamo che non è bene, ma non riusciamo a farne a meno.
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Possiamo dominare le parole? Certo che si può. Bisogna saper controllare la lingua anche se è faticoso. Può succedere che chi ha la tendenza a parlare a vanvera, a forza di controllarsi diventi taciturno e non riesca più a godere di una normale conversazione.
Comincia ad invidiare quelli che dicono ciò che pensano con sincerità e naturalezza. Questa sincerità naturale è gradevole, e fa onore, perché corrisponde a ciò che c’è nel cuore. Allora, se vogliamo vincere la cattiva abitudine di parlare male degli altri senza ammutolirci e senza diventare ipocriti, c’è un’unica strada: imparare a pensare bene di loro.
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