Gesù appare agli undici e non entra nella stanza facendo complimenti. Non li accarezza per giustificare la loro tristezza. Li rimprovera. C’è qualcosa di struggente in questo rimprovero.
Gesù ti sgrida perché ha nostalgia di te. Ti urla contro perché non sopporta di vederti morire dentro mentre sei ancora vivo fuori. Ti rimprovera perché sa che quel cuore duro è solo un cuore troppo ferito che ha smesso di fidarsi per non soffrire più.
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Ma subito dopo, dopo averli sgridati, dopo aver messo a nudo la loro mediocrità, non li abbandona. Non dice: “Siete dei falliti, cerco qualcun altro”. Al contrario, affida proprio a quegli undici uomini spaventati e increduli la cosa più importante: la missione di annunciarlo al mondo intero.
Lui non aspetta che tu sia perfetto per inviarti. Ti chiede solo di smetterla di innamorarti del tuo dolore. Ti sta dicendo che la tua vita, per quanto ammaccata, è l’unico strumento che ha per portare la speranza agli altri. Non permettere alla tua incredulità di rubarti il futuro. Alzati, perché c’è un mondo che aspetta di sapere che non tutto è finito. E aspetta di saperlo proprio da te!
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