Responsabilità, Rito e Fede prima di Natale
Il commento di Giorgio per il Vangelo di domani, si concentra sulla responsabilità personale come fondamento della crescita spirituale e della convivenza, affermando che evitare i compiti quotidiani ostacola la maturazione.
La riflessione collega l’assunzione di responsabilità alla preparazione per il Natale e all’importanza della liturgia eucaristica, intesa non solo come ricezione del Corpo di Cristo, ma come riunione della comunità. Viene esaminata una pericope evangelica in cui Cristo critica i capi religiosi che agiscono per mera ritualità, suggerendo che un’azione fatta senza sincerità non è la volontà di Dio.
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Il messaggio finale è che i peccatori o gli “ultimi” spesso dimostrano più fede dei credenti presunti, poiché il loro senso di bisogno li spinge al pentimento e li aiuta a riconoscersi figli di Dio.
Trascrizione del video.
Oggi non ho voglia di commentare il Vangelo, pace e bene. Perché dico questo? Ognuno di noi ha dei compiti giornalieri dettati da un senso di responsabilità verso gli altri, ma anche verso di noi. Una persona che nella propria vita non sa assumersi le proprie responsabilità, non sa crescere e convivere con gli altri. Certo, ci sono dei giorni che per giusta causa o per dei veri e propri contrattempi non è così facile portare a termine i propri compiti? Ma quante volte abbiamo rimandato a domani ciò che potevamo fare oggi?
Il racconto di oggi è perfetto per prepararci il Natale, perché se sono un cristiano responsabile ho bisogno anche della liturgia eucaristica. Non dico soltanto di essa perché ci sono anche le opere buone che valgono quanto una messa, ma non la sostituiscono. È anche importante essere comunità cristiana. Perché se ci pensiamo, ricevere l’Eucaristia non è soltanto ricevere il corpo di Cristo, ma il popolo che si raduna e chiede al Signore di essere un solo corpo in Cristo.
In questa pericope il Signore colpisce nell’orgoglio i sacerdoti e gli anziani di Israele, facendo capire loro che fare qualcosa soltanto per ritualità non è fare la volontà del Padre. Se ci pensiamo, la nostra vita è scandita da gesti e azioni rituali, ma se le facciamo svogliatamente, o peggio sfuggendo dai nostri compiti, in quale modo stiamo vivendo? Dice il Signore: “I pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti”. È come dire, gli ultimi, i peccatori, coloro che sono lontani da Cristo, molto spesso hanno più fede di chi si sente credente, perché è proprio la loro situazione di distanza dal Signore che li porta a riconoscersi bisognosi e a pentirsi e quindi a credere.
Ecco che ci viene svelato che non tutto il male vien per nuocere, ma il Signore lo permette per farci sentire bisognosi di lui. Non perché vuole renderci suoi schiavi, ma al contrario, desidera che ci riconosciamo suoi figli, mai orfani.
Oceano fa parte dell’associazione “I Tre Arcangeli” nella provincia di Verona. Un gruppo di laici, nato inizialmente come cenacolo di preghiera, opera al servizio del prossimo, guidato dal principio che “dove c’è carità e Amore, lì c’è Dio”. La loro missione è quella di accogliere, ascoltare e sostenere chiunque viva momenti di difficoltà e sofferenza, senza chiudere gli occhi davanti al bisogno altrui.
Missione e valori
Il Cenacolo si impegna a vivere la carità, offrendo aiuto concreto e vicinanza spirituale a chi cerca conforto e speranza. L’obiettivo è dare testimonianza di fede attraverso l’amore verso il prossimo, rendendo la comunità un luogo di condivisione e solidarietà.
Invito alla partecipazione
Chiunque desideri partecipare oppure sostenere le attività dell’associazione, sarà accolto con fraternità, per continuare insieme il cammino nella luce del Vangelo e della carità.
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Causale: Erogazione liberale
