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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 9 Agosto 2024

Colpisce la sproporzione fra il numero delle vergini e l’unicità dello sposo. Gesù, parlando del regno dei cieli, sottolinea che l’orientamento della nostra vita è uno, cioè la speranza a cui siamo tutti chiamati, che è una certezza: la vita eterna con lui.

Nessuno, però, è esente dalle fatiche: capita di scoraggiarsi, di addormentarsi, di essere stanchi delle ferite che ci portiamo dietro. Ci assopiamo, perché, nella nostra vita frenetica e continuamente riempita di vacuità, non siamo più capaci di attendere. Capita a tutti di inciampare, di fare degli errori nella relazione con se stessi, con gli altri, nel mondo, con Dio.

Può succedere, per esempio, di accorgersi di aver ferito l’altro, di aver minato la fiducia reciproca, oppure di sentirsi confusi e scoprirsi molto autocentrati. La buona notizia di oggi è che non è questo a fare la differenza: le dieci vergini, infatti, si addormentano tutte, ma non per questo è loro precluso l’incontro con lo sposo. C’è una voce che richiama a nuova vita, a rialzarci, a svegliarci: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!».

L’olio delle lampade simboleggia la nostra capacità e disponibilità ad amare, la quale non può essere venduta o scambiata con nessuno. È una scelta radicale, un cammino personale che vede la nostra prontezza a rispondere all’amore gratuito di Dio con altrettanta gratuità.

Le vergini stolte sono ingenue perché la propria capacità di amare non si può barattare, chiedere in prestito o comperare. Tutti abbiamo delle “riserve di olio”, riserve d’amore che non possiamo trattenere per noi, anche quando ci sentiamo soli e ci sembra di non essere amati da nessuno.

Il Signore conosce profondamente il nostro cuore, ma allo stesso tempo non fa sconti d’amore a chi non è disponibile a dare tutto per lui trattenendo, invece, per sé. Chiediamogli di aiutarci a essere fecondi, liberi e liberanti nella nostra vita, nella relazione con lui e con i fratelli e le sorelle che incontriamo quotidianamente.

Marco Ruggiero

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato