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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 22 Marzo 2024

Mentre Gesù passeggia nel portico di Salomone, al Tempio di Gerusalemme, si raduna il suo “gregge”. Il bel Pastore lo alimenta con la Parola e con una serie di premurose raccomandazioni, per scongiurare chiusure e smarrimenti. In questo contesto viene messo sotto processo dai Giudei, nel Vangelo di Giovanni tutta la vita di Gesù è attraversata da accuse e messe in dubbio della sua persona e Parola.

Quanto mi è familiare questo modo di trattare il Signore, sono, e forse siamo, sempre pronti a metterlo dietro la sbarra degli imputati perché risponda, come noi desideriamo, a ciò che non sappiamo vivere e non riusciamo a spiegarci. Così anche a me oggi il Signore rivolge quella spinosa domanda: “perché vuoi lapidarmi?”, perché continui a pensare che Io sia la causa delle tue fragilità e dei tuoi malesseri?

Forse perché crederlo Figlio di Dio, e fratello anche mio, mi catapulta in una dimensione di fratellanza e figliolanza che spaventa e inquieta, che non lascia tranquilli! Vivere da figli e fratelli riempie il cuore e la vita, ma ci rende responsabili dell’esistenza, del benessere della gioia degli altri.

Davanti all’impasse Gesù dona un suggerimento preziosissimo: “accogliete la mia Parola con la vostra vita, fate ciò che vi suggerisco. Se la vostra vita non germoglia siete autorizzati a non credermi”.

La nostra fede non è fondata sulla forza di volontà, crediamo perché vediamo e sperimentiamo che vivere secondo il Vangelo rende fecondo il nostro quotidiano e le nostre relazioni. Ci fidiamo perché abbiamo visto il mare aprirsi davanti ai nostri occhi increduli, siamo stati dissetati e sfamati in relazioni, tempi e luoghi aridi e inospitali. Fai memoria dei doni del passato e lasciati stupire nel presente!

Narciso Sunda SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato