Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 20 Giugno 2023

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โœ๏ธย Commento al brano del Vangelo di:ย ย โœย Mt 5,43-48

Quando pensiamo a qualcosa di perfetto, ce lo immaginiamo senza difetti, lineare, in ordineโ€ฆ ma il rischio รจ di sentirlo freddo, distante, come posto sotto una campana di vetro per non rischiare di perdere la sua perfezione. Come un bimbo pettinato e vestito per bene che perรฒ non puรฒ giocare, perchรฉ altrimenti si sporca, rovina il vestitoโ€ฆ

Dio non ci chiede una perfezione sterile, che ci allontana dalla realtร ; ci chiede di essere perfetti nellโ€™amare, cioรจ di saperci mettere in gioco e sporcare le mani nelle relazioni, anche in quelle che sembrano piรน difficili e che ci feriscono. Dio, lโ€™Onnipotente, ci insegna ad amare amandoci Lui per primo, lasciandosi coinvolgere nella storia, incarnandosi, accogliendo la fragilitร , non smette mai di amare, di diffondere la logica del Regno fondato sullโ€™amore.

Entrare in questa logica del vero amore ci chiede di fare un passaggio ulteriore, quasi antiumano: di amare tutti, anche i nemici, per essere perfetti, non nel senso di lontani dalla realtร , ma vicini e immersi pienamente nella vita, anche quando questa ci ferisce e ci chiede di andare contro la logica del mondo per seguire la logica di Dio. Dio non ci chiede di essere passivi e subire, ma di vivere veramente in modo profondo lโ€™amare, la relazione con tutto e tutti.

Chiara Selvatici

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato