Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 2 Maggio 2023

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Io e il Padre siamo una cosa sola! Gesù dice apertamente una cosa inconcepibile per il Giudeo del suo tempo. Non si paragona a Dio, molto di più! Dice addirittura di esserlo! Un’affermazione del genere fa rabbrividire anche noi. Soprattutto per le conseguenze che comporta.

Gesù sta dicendo ai suoi interlocutori che quello che noi siamo abituati a chiamare “Dio” in realtà è l’uomo che vive fino in fondo la sua umanità, in piena libertà, senza averne paura. E’ una rivoluzione nel mondo ebraico, abituato a ragionare per separazioni e a pensare Dio come pura alterità. La conseguenza è che in quanto esseri umani, noi siamo la presenza di Dio nel mondo, non al modo di uno strumento che lui usa per rivelarsi, ma al modo costitutivo di essere. Il fatto che esistiamo come esseri umani “è” la realtà che chiamiamo Dio.

Gesù ha il coraggio di ammettere davanti a tutti la sua origine divina, non per sottolineare la differenza rispetto agli altri uomini, bensì al contrario, per aiutare a riflettere sul mistero di Dio che ogni essere umano è. Ogni essere umano è chiamato a riconoscersi in questa consapevolezza.

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Come riconoscere se questo movimento è narcisistico, ego-centrato, oppure spirituale? Gesù dice: dalle opere che compiamo. Ovvero da come abitiamo il mondo a partire da quella consapevolezza. L’essere-Dio in modo narcisistico ci pone nel mondo come padroni, ci fa trattare gli altri con prepotenza, come schiavi. Ci fa pretendere, ci fa pensare che tutto ruota intorno a noi. L’essere-Dio al modo di Gesù ci pone nel mondo nella forma del servizio. libera la nostra umanità in gesti gratuiti. Iniziamo a compiere il bene, ad amare, a praticare la giustizia a prenderci cura in modo gratuito degli altri, del creato.

Su queste due modalità regna la consapevolezza che ci caratterizza come essere umani, ovvero la facoltà di accorgerci quando viviamo in un modo piuttosto che nell’altro.

Flavio Emanuele Bottaro SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato