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Gesuiti – Commento al Vangelo del giorno, 18 Ottobre 2024

Mi colpisce l’insistenza con cui Gesù invita i settantadue a mangiare e bere di quello che sarà loro offerto: sembra quasi la consegna principale! Ed è pure bello: a chi non piace essere accolto?

Mi immagino allora di entrare in una di queste case, dove due discepoli sono ospitati. Li vedo conversare a tavola. Man mano che il tempo passa, la vita della famiglia entra nei discorsi e li anima. Sembra che persone fino a poco prima sconosciute siano, invece, amici di lunga data. Li vedo felici, sollevati, pieni di speranza. Non capisco che cosa stia succedendo, come può avvenire questo miracolo.

Allora provo a cercare che cosa sia accaduto poco prima, quando Gesù radunava i settantadue. A loro ha consegnato qualcosa. Delle istruzioni, certamente, ma anche qualcos’altro, che poi agirà da sé mentre i discepoli vanno in avanscoperta, nelle case, in ogni città e luogo dove egli sta per recarsi. Qualcosa che agisce come il lievito, che farà fermentare discorsi, creerà vicinanza, fiducia, attesa di un bello che che sta per venire.

È la pace di Gesù. Un dono che egli fa ai suoi discepoli e amici, un dono destinato ad espandersi. Un dono che agirà a loro insaputa, mentre mangiano e bevono quello che viene loro offerto. Un dono che risveglia nei malati la fiducia di poter guarire. Se è così, oggi si parla di un dono che agisce di nascosto.

Torno da questa visita immaginaria con la speranza di averlo ricevuto anch’io. Non perché sia bravo – che dono sarebbe?–, ma perché il Signore ci tiene a fare fermentare tutta la nostra vita.

Stefano Corticelli SJ

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Fonte: Get up and Walk – il vangelo quotidiano commentato