Federazione Clarisse – Commento al Vangelo del 4 Dicembre 2022

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Solitamente il Vangelo ci presenta un episodio della vita di Gesรน: le parabole, le guarigioni, gli incontri e i dialoghi, gli insegnamenti ai discepoli, le dispute con i farisei, le vicende drammatiche della passione e della morte, le apparizioni dopo la risurrezione. Invece nel Vangelo che ci viene presentato in questa seconda domenica di Avvento, Gesรน non รจ presente. Come il Messia รจ atteso da Israele, cosรฌ la liturgia, ogni anno, ci ripropone questo tempo forte, come tempo di rinnovato impegno nel cammino della vita sulle orme del Signore giร  e non ancora venuto. Come viviamo questo tempo?

Lโ€™attesa, spesso, non รจ un tempo di inattivitร , ma il tempo dei preparativi, il tempo per gustare in anticipo la gioia di una presenza. Come viene vissuta lโ€™attesa non di rado dipende dalle aspettative che si hanno. Il Vangelo di oggi ci mette davanti due possibili modi di attendere. Giovanni il Battista attende un messia-giudice, che verrร  a separare i buoni dai cattivi, con intransigenza. E lui si prepara a questo incontro innanzitutto in prima persona, con una rigida disciplina. La sua vita, difficilmente imitabile, รจ perรฒ un segno per la gente dei dintorni, che accorre a chiedere il battesimo di conversione. Ma non tutti sono ben accolti.

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Il messia che Molti farisei e sadducei aspettavano, forse, era quello che li avrebbe semplicemente confermati nella bontร  delle loro pratiche religiose. Riempivano lโ€™attesa con la falsa sicurezza data dallโ€™appartenenza al popolo di Dio, piรน per diritto di nascita che per nobile comportamento. Gesรน, in altri passi del Vangelo, rimprovererร  loro di vivere una fede fatta di pratiche puramente esteriori, dove alla lunga, anche i piccoli e importanti gesti compiuti per Dio, da strada verso di Lui e verso i fratelli e le sorelle, si trasformano in fumo negli occhi.

Qual รจ il modo โ€œgiustoโ€ di vivere lโ€™attesa? Quello che tiene il cuore pronto a lasciarsi convertire, non solo nel modo di parlare, ma anche di ragionare e di agire. Quello che รจ capace di lasciarsi incontrare e portare per strade nuove, per ricevere e donare vita. Quello che รจ anche capace di sopportare, di fare rinunce, di sacrificioโ€ฆ non per obbligo, nรฉ per paura, nรฉ per acquistare meriti e diritti, ma unicamente per amore, per allargare gli spazi in cui le sorelle e i fratelli possano sentirsi accolti e respirare la vita bella del Vangelo.

sr. Agnese monastero di Bra FONTE

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