Fabrizio Giannini – Commento al Vangelo di domenica 5 Novembre 2023

✝️ Commento al brano del Vangelo di: ✝ Mt 23,1-12

Mi piace tornare sulla lettera ai tessalonicesi di S. Paolo riproposta anche in questa trentesima domenica. Vorrei invitarvi a leggere con attenzione dal versetto otto in avanti perché lì, secondo me c’è la sintesi di tutta la riflessione di quest’oggi.

Paolo, dopo aver annunciato la Parola di Dio ed essersi compiaciuto di come quest’ultima ha attecchito in mezzo a quel popolo, scrive: “avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita”.

In quel Vangelo, annunciato non solo con parole ma anche e soprattutto con i fatti, Paolo e i suoi ministri ci avevano messo la faccia e loro per primi avevamo vissuto quello che predicavano. L’ Apostolo ringrazia il Signore per tutto questo perché è sicuro che chi l’ha udito predicare ha, si ascoltato lui ma ha visto Gesù Cristo. Oggi, il Vangelo approfondisce ancor di più questo tema con la sonora tirata d’ orecchie che Gesù dà ai suoi seguaci.

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Attenzione, è cambiata la storia: Cristo non sgrida i farisei o i dottori della legge, ma rimprovera i suoi discepoli. Li richiama a stare con i piedi per terra e non credersi, come loro, maestri integerrimi degli altri. Li rimprovera con quel suo ricorrente “ma io vi dico”. Quanto mi piace quando leggo questa allocuzione di Gesù.

Lui vuole farci capire che i nostri comportamenti abitudinari e sentenziosi i quali spesso diventano una regola di vita, non si addicono a chi professa la fede. Quel ma io vi dico, ci indica il modo giusto di operare, smonta le nostre certezze e ci fa tornare appunto con i piedi per terra.

Solo così annunzieremo  veramente Gesù, il quale ci ha amati per primo perché eravamo bisognosi del suo amore! noi siamo stati oggetto della sua attenzione! e quando ce ne dimentichiamo, è in quel momento che ci crediamo maestri e rabbì e scordiamo ancora una volta che uno solo è il maestro: quello che è nei cieli, il quale ci ha chiamati, amati e perdonati e che ha fatto tutto ciò non con la saccenza che gli sarebbe spettata, ma con un’ umiltà immensa tanto da farsi uno di noi per insegnarci a professare ma soprattutto a vivere la fede.

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Per questo impariamo ad essere un po’ più umili e non sentirci padroni del Vangelo. Tutti siamo bisognosi di ricevere l’annuncio e tutti dobbiamo annunciare  non solo con le parole ma anche e soprattutto con i fatti, non predicando noi stessi ma Gesù Cristo morto e risorto per la nostra salvezza.

La gente, cari amici, ci osserva, guarda e giudica il nostro comportamento e guai se si indicasse tra quelli che “predicano bene e razzolano male”. Se è questa l’impressione che daremo, vorrà dire che la tirata d’ orecchie ricevuta oggi da Gesù, non c’è servita a niente e che, come abbiamo letto nel libro di  Malachìa  quest’oggi, saremo solo “stati d’inciampo a molti”.

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Mt 23,1-12 | Fabrizio Giannini 35 kb 2 downloads

Trentunesima domenica del tempo ordinario – 5 novembre 2023 …
Chi è Fabrizio Giannini-Diacono

Fabrizio (Assisitente diocesano dell’ Apostolato del Mare) è diacono permanente dal 2015, faceva il comandante sulle navi ed ora lo è sulla piattaforma petrolifera a Civitavecchia. Cerca di coniugare vita familiare (Moglie una Figlia di 28 anni ed un Angelo in cielo che aveva 7 anni) e di ministero nel migliore dei modi e crede che questo sia uno di quelli per portare la parola di Dio a tutti i fratelli.


Foto di Mirosław i Joanna Bucholc da Pixabay

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