Quando siamo ormai agli sgoccioli della Quaresima, compiamo un passo indietro per celebrare la solennità dell’Annunciazione. Lo facciamo meditando sul dialogo più importante della storia: quello tra Maria e l’angelo Gabriele. Quante volte abbiamo letto questo passo del Vangelo? Eppure ogni volta è un dialogo nuovo, che lascia senza parole.
E in un momento storico come questo, in cui le parole troppo spesso si sprecano, credo sia una grazia. Guardi a Maria e pensi inevitabilmente a quando, ritrovatasi in un clima quasi surreale, Dio le sconvolse la vita con quell’annuncio fatto di un susseguirsi di parole incomprensibili ma alla quali ella rispose con il suo “eccomi”.
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Infatti Maria è conosciuta con tanti appellativi, ma è innanzitutto la donna della fiducia in Dio e nei Suoi progetti. Volendo essere realisti, dovremmo ammettere che a volte è difficile nutrire questa fiducia perché non sempre il Signore sembra ascoltare le nostre preghiere. Ma ciò che rende possibile la Pasqua non è dire:”Avvenga ciò che desidero”, bensì:”Avvenga per me secondo la Tua Volontà”. Non vi ricordano qualcosa queste parole?
A me ricordano quelle di Gesù nel Getsemani:”Non come voglio io ma come vuoi Tu”. Avere fede significa accettare che i piani di Dio possano non coincidere con i nostri, con la consapevolezza che Lui è Padre e ha sempre un “di più” già preparato per ciascuno di noi. Maria ci insegni l’arte di attendere e di essere figli fiduciosi.
Buona solennità dell’Annunciazione a tutti quanti voi!
AUTORE: Fabrizio Francesco Campus
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