Fabio Quadrini – Commento al Vangelo di domenica 3 Novembre 2019

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Cโ€™era una volta, nellโ€™antica Grecia, una classe di professionisti, che aveva come mestiere quello di denunziare chi esportava fichi di contrabbando dallโ€™Attica. Esportare i fichi, infatti, cagionava la sottrazione dellโ€™alimento principale per la gente piรน povera, e per questo era unโ€™attivitร  vietata dalle normative che regolavano gli approvvigionamenti e le derrate alimentari dello stato. Questo ufficio era di estrema utilitร , in quanto rappresentava una garanzia per lโ€™odine civico e giuridico. Tuttavia, come spesso accade nellโ€™esercizio del potere, spinti dal desiderio ambizioso della scalata ai vertici della โ€œpolisโ€, o accesi dalla crudele imposizione del ruolo di cui erano investiti, in abuso delle proprie funzioni, questi denunziatori arrivavano ai ricatti piรน miserabili: estorcevano denaro vendendo il loro silenzio, minacciando con ogni formula la denunzia delle frodi rilevate. Ma poteva avvenire anche il contrario, poichรฉ non solo il loro tacere aveva un prezzo: accettavano ben volentieri laute somme anche per procedere con false denunzie. Da garanti della giustizia, questi funzionari operavano come i piรน meschini di tutti i furfanti.
Erano i โ€œsicofantiโ€.

Lo Spirito Santo renda saggia la scrittura e profonda la meditazione.

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Eccoci, finalmente ci siamo: Gesรน รจ entrato in Gerico. Eravamo in attesa di questo ingresso da qualche tempo (cfr. GELSO; cfr. TORNร’ INDIETRO), ed oggi la liturgia ci accontenta, presentandoci il noto episodio di Zaccheo.
Quando si commentano estratti evangelici cosรฌ celebri come quello odierno, spesso si rischia di (s)cadere in due trappole: la prima รจ quella di fare la solita lezioncina di catechismo; la seconda รจ quella di precipitare nel tranello della โ€œeisegesiโ€ ovvero, per cercare di trovare qualche nota accattivante in un testo arcinoto (e questo รจ cosa buona, poichรฉ si fa lo sforzo di prepararsi e di andare alla ricerca nella Parola di Dio), si forzano interpretazioni, o ancor peggio si inventano chiavi di lettura.
Cercando di stare attento a questi trabocchetti, lo scrivente si pone dinanzi al Testo Sacro con molta devozione e rispetto, rendendo notorio al lettore che estrarre, come ci รจ solito, una parola emblematica da questa pericope, o tentare di produrre un commento organico ed esaustivo della medesima, รจ impossibile, poichรฉ oggi come non mai ogni minima parte del testo apre a innumerevoli scenari ermeneutici.
Cerchiamo allora di darci un ordine schematico, affinchรฉ chi scrive possa offrire adeguati spunti di riflessioni, e chi legge abbia in mano un ventaglio di strumenti da cui poter scegliere, per poter dare prosieguo ad una personale meditazione.

Primo punto
Come avviene di solito quando cโ€™รจ un incontro, ci si presenta. Questa domenica abbiamo dinanzi a noi un uomo che si chiama Zaccheo (v. 2).
Era consuetudine per gli ebrei, e per tutto il mondo semitico, che il nome proprio recasse in sรฉ il destino della data persona, ovvero la sua missione nella vita, la sua dote caratteristica (quando Gesรน chiama Simone col nuovo nome di โ€œPietroโ€, ha lo stesso valore di una chiamata ad intraprendere unโ€™altra rotta esistenziale [cfr. Lc 6, 14]).
Il nome โ€œZaccheoโ€ suscita un particolare interesse: esso reca in sรฉ il termine greco โ€œzร kkheโ€ che, tratto dallโ€™ebraico, significa โ€œtesoro_del_tempioโ€. Zaccheo potrebbe quindi intendere โ€œcolui_che_appartiene_al_tesoro_del_tempioโ€ o โ€œcolui_a_cui_appartiene_il_tesoro_del_tempioโ€.
Al tempo di Gesรน, nella cittร  di Gerico cโ€™era un punto di controllo doganale dellโ€™amministrazione romana, e Zaccheo era il capo della dogana e dei doganieri-pubblicani. Chi esercitava questo mestiere, era abitualmente dedito ad estorsioni e frodi finanziarie, ed era considerato un becero traditore politico e religioso, in quanto collaborava con gli oppressori, ovvero li sosteneva, pur essendo egli, molto spesso, un nativo del posto (cfr. la chiamata di Levi in Lc 5, 27).
Ecco allora che possiamo tentare una prima riflessione a partire dal nome โ€œZaccheoโ€: egli che nel suo nome proprio era visceralmente legato al tempio e al tesoro di questo, ovvero legato ad Adonai e ad Israele, snatura sรฉ stesso, rinnega il suo destino, si prostituisce al potere dei conquistatori. Egli รจ traditore del suo stesso nome, quindi, traditore di Adonai e di Israele. Ed era traditore ed ingannatore fino in fondo, poichรฉ nonostante esercitasse cotale la funzione, continuava a farsi chiamare โ€œZaccheoโ€.
Cambiare nome o cambiare vitaโ€ฆ?

Secondo punto
Zaccheo aveva una caratteristica fisica: era piccolo di โ€œstaturaโ€ (v. 3). Molto interessante รจ il termine greco โ€œelikรฌaโ€: il suo primo significato non รจ โ€œaltezza/staturaโ€, ma โ€œetร โ€.
Certamente โ€œetร โ€ e โ€œstaturaโ€ camminano di pari passo, poichรฉ ogni etร  ha la sua statura e la statura usualmente indica lโ€™etร , ma per penetrare nella profonditร  del testo, piace allo scrivente mettere in relazione questa caratteristica di Zaccheo con un altro passo lucano: โ€œE Gesรน cresceva in sapienza, etร  e grazia davanti a Dio e agli uominiโ€ (Lc 2, 52). La traduzione consueta usa โ€œetร โ€, ma non andrebbe male neanche โ€œstaturaโ€, poichรฉ anche in Lc 2, 52 il termine usato รจ proprio โ€œelikรฌaโ€.
Ragioniamo con la traduzione โ€œetร โ€: quando Gesรน รจ entrato a Gerico era ben โ€œcresciuto in etร โ€ (cosรฌ come riferito nel passo appena sopra citato); Zaccheo, invece, era di โ€œetร  piccolaโ€, non era cresciuto. Certamente non si tratta di etร  biologica, in quanto entrambi erano uomini adulti, ma si allude naturalmente ad altro.
รˆ a questo punto che possiamo percepire lโ€™accezione di โ€œstaturaโ€. Con questo termine non solo si indicano i centimetri, ma anche (il lettore ci passi lโ€™espressione vernacolare) i neuroni: la โ€œstaturaโ€ di una persona indica non solo la sua altezza da terra, ma anche il suo grado di elevatezza morale (ci viene in aiuto il termine latino โ€œstatusโ€ il quale indica โ€œaltezzaโ€, ma anche โ€œetร โ€, nonchรฉ โ€œcondizione_moraleโ€. Dovrebbe essere, poi, cosa normale e naturale che un soggetto di โ€œetร  superioreโ€, quindi di โ€œstatura superioreโ€, abbia un โ€œmaggior grado etico e moraleโ€, rispetto ad un altro di โ€œetร  inferioreโ€, ovvero โ€œpiรน basso di staturaโ€). Ecco allora qual รจ il senso pieno del lemma โ€œelikรฌaโ€: Zaccheo era โ€œbasso moralmenteโ€, al contrario di Gesรน che era alto in sapienza, grazia e โ€œstaturaโ€. Il rapporto direttamente proporzionale tra โ€œetร โ€ e โ€œstaturaโ€, fissato dalla natura e dalla lingua, in Zaccheo รจ scompensato.

Terzo punto
Il lettore attento avrร  notato come il movimento della pericope odierna sia lo stesso (sotto-sopra; basso-alto) del brano evangelico di domenica scorsa (Lc 18, 9-14). Notiamo infatti i seguenti momenti: โ€œcapo dei pubblicaniโ€ (v. 2); โ€œpiccolo di staturaโ€ (v. 3); โ€œsalรฌ su un sicomoroโ€ (v. 4); โ€œGesรน alzรฒ lo sguardoโ€ (v. 5); โ€œZaccheo scendi subitoโ€ (v. 5); โ€œscese in frettaโ€ (v. 6); โ€œMa Zaccheo, alzatosiโ€ (v. 8).
Da rilevare con molto interesse giusto una nota (ahimรจ quante ce ne sarebbero!): nella lettura di domenica scorsa, si narra che il fariseo pregava โ€œstando_in_piediโ€. Il greco originale usa per questa azione il verbo โ€œstathรจisโ€, che รจ precisamente lo stesso, e nella stessa identica coniugazione, del versetto 8 del brano di oggi, ovvero quando si dice: โ€œMa Zaccheo, alzatosiโ€.
Siamo a confermare, quindi, quanto giร  espresso nella nostra riflessione di sette giorni fa: lโ€™ โ€œalzarsiโ€ non รจ cosa sgradita a nostro Signore, poichรฉ Egli stesso รจ lโ€™ โ€œAlzatoโ€ ovvero il Risorto (ed anche il โ€œCresciuto in etร /staturaโ€ come abbiamo visto sopra), ma quello che caratterizza tale atto. La preghiera โ€œstando_in_piediโ€ del fariseo รจ una dichiarazione di totale devozione ad โ€œioโ€, mentre Zaccheo โ€œalzatosiโ€, che denota finalmente la conquista della โ€œcrescita in staturaโ€ (non gli serve piรน il sicomoro per โ€œalzarsiโ€ anzi, la conquista della โ€œstatura non piรน piccolaโ€ รจ frutto della discesa subitanea dallโ€™albero), proclama la piena professione di fede (chiama Gesรน col nome di โ€œSignoreโ€, ovvero โ€œAdonaiโ€), ed esibisce il suo decisivo atto di pentimento e di conversione (v. 8).
Come non proiettare il pubblicano protagonista della parabola della settimana scorsa in Zaccheo; e come non rivedere il fariseo in quei โ€œtutti mormoravanoโ€ del versetto 7.

(Da notare come anche โ€œGericoโ€ si possa annoverare allโ€™interno del movimento (sotto-sopra; basso-alto) della pericope odierna: questa cittร , trovandosi a ridosso del Mar Morto, che รจ il punto piรน basso della terra, รจ la cittร  che sta piรน in basso di tutte quante, e la โ€œipo-localizzazioneโ€ di Gerico รจ straordinariamente incastonata con tutta la vicenda dellโ€™incontro di Gesรน con Zaccheo [es. Gesรน dinanzi al peccatore Zaccheo non solo lo guarda dal basso verso lโ€™alto โ€“ non dovrebbe essere il contrario? โ€“ , ma lo va ad incontrare abbassandosi fino al punto piรน basso della terra. E potremmo continuareโ€ฆ], ma anche con il compimento della missione del Cristo, il quale discende nel punto piรน basso della terra, per poi salire a Gerusalemme, dove questo movimento continuerร  con la Croce e si glorificherร  con la Risurrezione. [cfr. TORNร’ INDIETRO])

Quarto punto
Un altro verbo risulta degno di essere meditato. Il versetto 7 recita: โ€œVedendo ciรฒ, tutti mormoravano: <<รˆ entrato in casa di un peccatore!>>โ€.
Il greco originale di questo โ€œรˆ entratoโ€ รจ piรน complesso, poichรฉ รจ sviluppato con due verbi ovvero: โ€œรˆ andato (eisรจlthen) ad alloggiare (katalรนsai)โ€, e la nota interessante รจ proprio questo โ€œalloggiareโ€.
Propriamente โ€œkata_lรนsaiโ€ significa โ€œgiรน/in basso_sciogliereโ€.
La potenza di significato che questo verbo assume in tale contesto รจ incommensurabile: nostro Signore Gesรน Cristo che si รจ sciolto nella casa di un peccatore; Dio che vuole sciogliersi nella nostra casa, per essere il sale della nostra famiglia, il sapore della nostra famiglia, per dare sapienza (cfr. lat. โ€œsapioโ€) alla nostra vita, per dare un senso, il senso, alla nostra vita. Egli che รจ il โ€œCresciutoโ€, lโ€™ โ€œAlzatoโ€, vuole abbassarsi nella nostra vita, vuole sciogliersi nella nostra vita, affinchรฉ la nostra esistenza salga in sapiditร  grazie a Lui. Stupendo, poi, come il verbo โ€œkatalรนoโ€ intenda anche โ€œcompiere/portare_a_compimentoโ€.
Non occorre aggiungere altra chiosa, poichรฉ il lettore saprร  come meditare: lโ€™unica annotazione che si vuole evidenziare รจ rilevare ancora come il movimento (sotto-sopra; basso-alto) sia presente non solo nel testo in evidenza, ma anche scavando nelle profonditร  delle singole parole.

Quinto punto
รˆ gradito allo scrivente dare un breve sguardo alla prima parte dellโ€™ultima frase pronunciata questโ€™oggi da Gesรน (v. 9): โ€œOggi per questa casa รจ venuta la salvezzaโ€.
Circa la salvezza (soterรฌa) sappiamo che รจ il nome di Gesรน (Dio Salva); in merito al verbo โ€œรจ venutaโ€, la traduzione CEI del 2008 รจ piรน adeguata di quella precedente che molti ricorderanno a memoria: โ€œOggi la salvezza รจ entrata in questa casaโ€, poichรฉ il verbo greco usato รจ โ€œegรจnetoโ€ che primariamente (e straordinariamente) intende โ€œรจ nataโ€. Tuttavia quello che lo scrivente vuol notare รจ lโ€™avverbio di tempo โ€œOggiโ€ (presente anche al versetto 5: in greco โ€œsรจmeronโ€).
Al versetto 4 si legge che Zaccheo corre su un sicomoro, perchรฉ sa che Gesรน โ€œdovevaโ€ passare per quella strada. Questo โ€œdovevaโ€ in greco รจ โ€œรจmellenโ€ che significa โ€œessere_per/essere_in_procinto_diโ€. La cosa interessante di questo verbo, al di lร  delle sfumature in traduzione, รจ che ha in sรฉ il concetto del โ€œtendere al futuroโ€. Capiamoci: โ€œessere_in_procinto_diโ€ non ha forse il respiro di una previsione? A conferma di quanto, infatti, da questo verbo vengono due espressioni del gergo greco che sono: โ€œรฒ mรจllonโ€ (il futuro) e โ€œtรฒ/tร  mรจllonโ€ (le cose future).
Dove vogliamo arrivare?
Ebbene: quante volte la vita ci assorbe in tutto e per tutto, facendoci tralasciare il Signore, facendocelo disprezzare o, ancor peggio, dimenticare, considerandolo come โ€œquello che viene dopo di tuttoโ€, come quello che โ€œme ne occuperรฒ in futuro quando avrรฒ tempoโ€ o โ€œquando starรฒ per morireโ€. Nostro Signore Gesรน Cristo non รจ il futuro, nรฉ tantomeno il passato: Egli รจ lโ€™eterno โ€œOggi di Dioโ€.
Zaccheo cerca di โ€œprevedereโ€ il passaggio di Gesรน, ma il Signore gli passa giร  dentro, in quel preciso momento, giร  prima dellโ€™incontro, anzi: in tutti gli โ€œoggiโ€ di Zaccheo, prima del fatidico giorno, Gesรน lo incontra, e lui lo vede, ma non capisce chi รจ, tanto รจ vero che lโ€™espressione โ€œcercava di vedere chi era Gesรนโ€ (v. 3) manifesta la ricerca di una essenza della quale probabilmente fa giร  esperienza, ma di cui non ne comprende la profonditร  di senso, e tutto questo lo si puรฒ intuire: tra tutta la folla che cโ€™era, Gesรน รจ attratto solo dal Zaccheo in cima al sicomoro; non si erano mai incontrati prima di allora, ma Gesรน chiama per nome Zaccheo e si invita a casa di questโ€™ultimo; Zaccheo accoglie Gesรน pieno di gioia, evidentemente perchรฉ era quello che fortemente attendeva da tempo. La narrazione, apparentemente, descrive un incontro casuale da parte di Gesรน, ovvero un incontro auspicato da parte di Zaccheo, ma una attenta โ€œscrutatioโ€ ci appalesa chiaramente che quellโ€™incontro รจ fissato da tempo, concordato da entrambi in tutti gli โ€œoggiโ€ prima di quellโ€™ โ€œoggiโ€, e proprio per quellโ€™ โ€œoggiโ€.

Sesto punto
Giunti alla fine, possiamo quindi domandarci: e che cโ€™entra con tutto questo scritto la storia dei sicofanti?
Ebbene: il sostantivo โ€œsicofanteโ€ รจ composto dal nome โ€œsรนkonโ€ che significa โ€œficoโ€ e dal verbo โ€œfร inoโ€ che significa โ€œmostrare/far_vedereโ€. E fin qui ci siamo con le vicende raccontate allโ€™inizio, poichรฉ il sicofante era colui che denunziava lโ€™illegalitร  โ€œportando allo scoperto i fichiโ€.
Questo nome (โ€œsicofanteโ€) lo troviamo, nella pericope odierna, sotto forma del verbo โ€œesukofร ntesaโ€, ovvero nel versetto 8, quando Zaccheo dice: โ€œse ho rubato a qualcunoโ€. Il verbo โ€œsukofantรจoโ€ (dal quale si conuiga โ€œesukofร ntesaโ€) significa, principalmente, โ€œdefraudare/calunniareโ€, ed anche qui tutto come nellโ€™overture, poichรฉ sono le due degenerazioni โ€œgraditeโ€ ai denunziatori nellโ€™esercizio del loro potere.
Ma โ€œsicofanteโ€ lo troviamo anche in un altro nome presente nel brano evangelico di questa domenica: SICOMORO.

sicomoro_gerico_frutti_fico
Il sicomoro di Gerico โ€“ particolare dei frutti del โ€œficus Sycomorusโ€

La tinta particolare che lo scrivente vuole cogliere (quale verbo migliore, dato che parliamo di fichi) รจ che Zaccheo, ovvero il โ€œsico_fanteโ€ che โ€œdefraudava e calunniavaโ€ il popolo (suko_fantรจo) nellโ€™esercizio del proprio potere, per vedere Gesรน, salรฌ su un โ€œsicomoroโ€ (v. 4).
In greco โ€œsico_moroโ€ รจ โ€œsuko_morรจaโ€ (cfr. GELSO) ovvero โ€œalbero/moro/gelso_dei_fichiโ€.
Lo scrivente propone solamente una insufficiente intuizione, lasciando come al solito che il lettore sia โ€œdominusโ€ del proprio panorama meditativo, aiutato, come รจ doveroso che sia, dalle riflessioni che il sacerdote proporrร  nella sede dovuta.
Ebbene, per il โ€œsicofanteโ€ (โ€œcolui_che_mostra_i_fichiโ€), ovvero per colui che esercita lโ€™azione espressa dal verbo โ€œsukofantรจoโ€ (โ€œmostrare_i_fichiโ€), il โ€œsicomoroโ€ (albero_dei_fichi) altro non รจ che la fonte della sua ricchezza, ovvero in senso lato per il fraudolento, cioรจ per colui che esercita il defraudare, la frode รจ la fonte del suo benessere.
Il fatto che il โ€œsicofanteโ€ Zaccheo (il quale pratica lโ€™azione del โ€œsukofantรจoโ€ [v.8]) cerchi di vedere Gesรน salendo sul โ€œsicomoroโ€ (v. 4), puรฒ condurre a due sfumature di senso: la prima รจ quella che indica la frode quale sola via a cui ricorrere per la soddisfazione di ogni desiderio; la seconda, piรน profonda, รจ quella che appartiene in maniera particolare a tutti noi โ€œsuperuominiโ€ del nostro tempo, ovvero quella di credere che, siccome nel mondo sappiamo adoperare in maniera proficua lโ€™inganno, utilizzandolo con profitto a soddisfazione delle bramosie scelte dalla nostra libera volontร , possiamo impiegare tale tecnica anche con il Signore (salire sul sicomoro non รจ, infatti, โ€œdarsi una statura che non si haโ€ al cospetto del Signore? Addirittura millantando una superioritร  che induca il Signore a โ€œguardarci dal basso in altoโ€? Ci bastiโ€ฆ).
Ma la cosa sconcertante รจ che noi, saliti sullโ€™albero dei fichi, non potremo mai cogliere il โ€œFicoโ€ per eccellenza, poichรฉ Egli si trova in basso, nel punto piรน basso del mondo; ed inoltre non saremo mai noi a coglierlo, ma sarร  Lui a volerci cogliere (โ€œvolerci cogliereโ€, non โ€œcoglierciโ€), cosรฌ come Gesรน ha fatto con Zaccheo, il quale ci insegna solo in secondo luogo il โ€œpentimento attivoโ€ (ovvero il riconoscersi peccatore e pagare il prezzo delle proprie colpe [v. 8]), poichรฉ in prima istanza ci sollecita a โ€œfarci cogliereโ€, a โ€œscendere subito e in frettaโ€ (v. 6) dal sicomoro del peccato, della superbia e dellโ€™ambizione, per aggrapparci senza indugio e con profonda umiltร  al โ€œFico della Salvezzaโ€.

(Interessante anche un altro parallelismo tra โ€œsicofante [Zaccheo]โ€, โ€œsicomoroโ€ ed โ€œesukofร ntesa [ho_rubato]โ€: il sicofante che โ€œscendeโ€ dal sicomoro, ha la stessa valenza del sicofante che โ€œrestituisceโ€ quanto rubato)

E che a Gesรน possa essere ricondotta la figura del โ€œficoโ€, lo possiamo carpire da vari elementi. Ci bastino i seguenti:
โ€“ la โ€œscrutatioโ€ delle Scritture, da parte dei dottori e degli studiosi della Torah, era finalizzata a cercare di comprendere quando e quale fosse il tempo maturo per la venuta del Messia, e tale studio di solito si svolgeva sotto un fico (cfr. Natanaele in Gv 1, 48);
โ€“ il fico รจ emblema della terra dโ€™Israele, in quanto da tale (falso) frutto sgorgano โ€œlatte e mieleโ€, e Gesรน รจ lโ€™ โ€œIsraelitaโ€ per eccellenza (il nome โ€œIsraeleโ€, nonostante abbia una origine etimologica discussa, reca in sรฉ il senso di โ€œforte_con_Dioโ€ [cfr. Gn 32, 29; Os 12, 4-5], ma potrebbe provenire anche da โ€œvedere_Dioโ€: chi se non nostro Signore Gesรน Cristo รจ il โ€œForte con Dioโ€, Egli che vede Dio poichรฉ รจ Dio), e lโ€™ โ€œEbreoโ€ per eccellenza (il termine โ€œebreoโ€, in ebraico โ€œivrรฌโ€, viene dal verbo โ€œavarโ€ che significa โ€œpassare/oltrepassareโ€: chi se non nostro Signore Gesรน Cristo รจ colui che passa continuamente [cfr. il versetto 4 della pericope odierna, nonchรฉ numerose altre citazioni, tra le quali riportiamo come degno di nota Lc 18, 37], ovvero รจ il Signore del Passaggio [Pasqua]);
โ€“ infine, del fico si mangia tutto, cosรฌ come il Figlio di Dio, Pane di Vita, si รจ offerto totalmente, si รจ fatto (e si fa) completamente โ€œmangiareโ€, avendo donato (e donando) il suo Corpo e il suo Sangue, Egli che fin dalla nascita fu deposto e messo a giacere in una mangiatoia (cfr. Lc 2, 7; 12; 16).
Come accennato la scorsa settimana, quando a render discorso era stato lโ€™ulivo, per ascoltare nostro Signore Gesรน Cristo basterebbe reclinarsi anche presso un fico, e lasciare che questo parli.

Fonte

A cura di Fabio Quadrini che cura, insieme a sua moglie, anche la rubrica ALLA SCOPERTA DELLA SINDONE: https://unaminoranzacreativa.wordpress.com/category/sindone/

Letture della
XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ ANNO C

Prima Lettura

Hai compassione di tutti, perchรฉ ami tutte le cose che esistono.

Dal libro della Sapienza
Sap 11,22 – 12,2

ย 
Signore, tutto il mondo, infatti, davanti a te รจ come polvere sulla bilancia,
come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
ย 
Hai compassione di tutti, perchรฉ tutto puoi,
chiudi gli occhi sui peccati degli uomini,
aspettando il loro pentimento.
ย 
Tu infatti ami tutte le cose che esistono
e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
se avessi odiato qualcosa, non lโ€™avresti neppure formata.
ย 
Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non lโ€™avessi voluta?
Potrebbe conservarsi ciรฒ che da te non fu chiamato allโ€™esistenza?
ย 
Tu sei indulgente con tutte le cose, perchรฉ sono tue,
Signore, amante della vita.
Poichรฉ il tuo spirito incorruttibile รจ in tutte le cose.
ย 
Per questo tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano
e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato,
perchรฉ, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)
R. Benedirรฒ il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
ย 
Misericordioso e pietoso รจ il Signore,
lento allโ€™ira e grande nellโ€™amore.
Buono รจ il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
ย 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
ย 
Fedele รจ il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque รจ caduto. R.
ย 

Seconda Lettura

Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicรฉsi
2 Ts 1,11 – 2,2

ย 
Fratelli, ย preghiamo continuamente per voi, perchรฉ il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e, con la sua potenza, porti a compimento ogni proposito di bene e lโ€™opera della vostra fede, perchรฉ sia glorificato il nome del Signore nostro Gesรน in voi, e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesรน Cristo.
ย 
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesรน Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare nรฉ da ispirazioni nรฉ da discorsi, nรฉ da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia giร  presente.

Parola di Dio

Vangelo

Il Figlio dellโ€™uomo era venuto a cercare e a salvare ciรฒ che era perduto.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

ย 
In quel tempo, Gesรน entrรฒ nella cittร  di Gรจrico e la stava attraversando, quandโ€™ecco un uomo, di nome Zacchรจo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesรน, ma non gli riusciva a causa della folla, perchรฉ era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salรฌ su un sicomรฒro, perchรฉ doveva passare di lร .
ย 
Quando giunse sul luogo, Gesรน alzรฒ lo sguardo e gli disse: ยซZacchรจo, scendi subito, perchรฉ oggi devo fermarmi a casa tuaยป. Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciรฒ, tutti mormoravano: ยซรˆ entrato in casa di un peccatore!ยป.
ย 
Ma Zacchรจo, alzatosi, disse al Signore: ยซEcco, Signore, io do la metร  di ciรฒ che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tantoยป.
ย 
Gesรน gli rispose: ยซOggi per questa casa รจ venuta la salvezza, perchรฉ anchโ€™egli รจ figlio di Abramo. Il Figlio dellโ€™uomo infatti รจ venuto a cercare e a salvare ciรฒ che era perdutoยป.

Parola del Signore

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