Il passo odierno del Vangelo รจ un brano notissimo e assai familiare a ciascuno di noi, circa il quale proporre commenti diviene quasi โpericolosoโ.
Difatti, con riguardo allโannuncio della nascita di Gesรน รจ stato detto (cf. ECCO), e viene detto, moltissimo (cf. I CAPITOLI DELLโINFANZIA), tanto dagli studi esegetici quanto dagli omileti domenicali, e il fatto di scavare e scavare entro questo episodio, per cercare di essere ogni volta โoriginaliโ, rischia di condurre il presuntuoso commentatore ad una disastrosa eisegesi. -Col termine โes-egesiโ (dal greco ex-egรฉomai, ovvero ยซcondurre-daยป) si intende quel processo interpretativo del Testo Sacro, volto a scrutare, e quindi a โrecuperare/riconoscereโ, i sensi profondi, intimi o celati della Parola di Dio. Col termine โeis-egesiโ, invece (dal greco eis-egรฉomani, ovvero condurre-verso) la direzione รจ esattamente lโopposto, alla stregua di una โforzatura interpretativaโ cucita artatamente dal commentatore attorno al Testo Sacro, a cagione di incompetenza o anche, purtroppo, di tornaconto. Infatti con lโesegesi il commentatore lascia che sia il Testo a parlare, mentre con lโeisegesi รจ il commentatore che parla, ovvero che โmette in boccaโ al Testo non quello che questโultimo effettivamente, o nascostamente, dice, ma ciรฒ che il commentatore vorrebbe che il Testo dicesse
Cercando di non cadere nei tranelli dellโeisegesi, cerchiamo di soffermarci al versetto di Lc 1, 29:
ยซA queste parole [pronunziate dallโangelo Gabriele] ella [Maria] fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questoยป.
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Vorremmo, nel nostro breve intervento, mettere in relazione tale riga con quella che descrive, invece, lโapproccio che, in precedenza, ebbe, al cospetto dellโangelo, Zaccaria:
ยซQuando lo vide, Zaccaria si turbรฒ e fu preso da timoreยป (Lc 1, 12).
ร noto che Zaccaria rimase muto dopo il dialogo con lโangelo, perchรฉ non credette alle parole del divino messaggero (cf. Lc 1, 20), mentre Maria, al contrario, manifestรฒ a Gabriele la sua piena disponibilitร ad accogliere la sua pronunzia (cf. Lc 1, 34.38).
Tuttavia, andiamo al testo greco originale del Vangelo, per cercare di scrutare qualche particolare dettaglio.
Partiamo da Zaccaria.
Letteralmente il versetto di Lc 1, 12 si potrebbe rendere cosรฌ:
ยซZaccaria, vedendo [lโangelo], fu turbato (etarรกchthe) e lo spavento cadde sopra (epรฉpesen) sopra a lui (epโ autรณn)ยป.
Mettiamo in evidenza la formula verbale ยซfu turbatoยป, che in greco รจ resa col verbo tarรกsso, che intende propriamente ยซturbare/sconvolgereยป.
Lโaltra espressione sottolineata, in greco รจ data dal verbo epi-pรญpto che letteralmente รจ cosรฌ come appena dato, ovvero ยซcadde (pรญpto) sopra (epi)ยป.
Da notare come la preposizione epi sia presente tanto nella composizione epi-pรญpto quanto, da sola, esattamente appena dopo (ยซsopra [epi] a lui [auton]ยป), quasi a rafforzarsi: come se su Zaccaria, la parola dellโangelo non cadde come pioggia che impregna la terra (cf. Is 55, 10-11), ma precipitรฒ come macigno che schiaccia e tramortisce.
Ora passiamo al versetto che riguarda Maria (Lc 1, 29), proponendo anche per questo una versione letterale:
ยซElla, sulla parola [pronunziata dallโangelo], fu attraversata da turbamento (dietarรกchthe) e fu attraversata da un ragionamento volto a calcolare (dielogรญzeto) da quale paese (potapรฒs) fosse questo salutoยป.
Rispetto a Zaccaria la prima differenza che notiamo in Maria รจ che il suo turbamento non รจ meramente tarรกsso, ma รจ dia-tarรกsso, ovvero un turbare che non rimane โesternoโ, assumendo la condizione di โostacolo che sbarra la stradaโ (macigno che schiaccia e tramortisce) ma diviene โinternoโ, ovvero viene accolto/accettato da Maria, come se questa permettesse al turbamento (tarรกsso) di agire in lei (dia), divenendo non impedimento che blocca, bensรฌ โscossa che spinge/muove/attivaโ (pioggia che impregna la terra; che permette alla terra di germogliare. Cf. Lc 1, 39: ยซIn quei giorni Maria si alzรฒ e andรฒ in fretta verso la regione montuosa, in una cittร di Giudaยป). -La preposizione greca epi vale letteralmente ยซsopraยป; la preposizione diร esprime propriamente ยซattraversoยป
La seconda differenza che ci permettiamo di notare, segue il tracciato che abbiamo or ora indicato.
Il turbamento โinternoโ di Maria la porta a scuotersi, a ragionare, a considerare.
Il fatto che ella sia turbata, infatti, non diviene per lei unโangustia che la serra, bensรฌ un domandarsi come puรฒ porsi al cospetto di tale turbamento, ovvero come puรฒ sciogliere e risolvere questo turbamento.
ร straordinario come Maria, lasciando che il turbamento lโattraversi (dia-tarรกsso), quindi accogliendo/accettando il turbamento, riesca ad assorbirlo e a mutarlo da momento negativo ad impulso positivo, in quanto il suo animo passa dallโessere attraversato dal turbamento, allโessere pervaso dalla volontร di comprensione (dia-logรญzomai) di tale turbamento. -Interessante notare come in Zaccaria la preposizione caratterizzante e ribadita sia epi (ยซsopraยป), mentre in Maria sia diร (ยซattraversoยป). Il Signore, invero, pur se Altro, e โAltoโ (epi), dallโuomo, non รจ Altro nellโuomo, poichรฉ Egli, attraverso (dia) lโuomo (Maria รจ una donna, ma con โuomoโ si intende โessere umanoโ, cosรฌ come con โfratelliโ si รจ inteso da sempre, e senza che nessuno mai lo abbia contestato o messo in discussione, โlโintera comunitร dei fedeliโ. Eppure attualmente il cosiddetto โgergo inclusivoโ sembra divenuto imprescindibile, anche nella Liturgia), si รจ fatto uomo; poichรฉ Egli interviene nella storia per e con (dia) lโuomo
Interessante riflettere, poi, sullโespressione ยซda quale paeseยป, in greco potapรฒs/podapรณs (molto piรน forte della traduzione che leggiamo o ascoltiamo: ยซche senso avesseยป), poichรฉ ci consente di ipotizzare, o anche di immaginare, come Maria fosse giunta immediatamente a comprendere come il saluto di Gabriele non potesse appartenere ad una formale cortesia terrena, ma fosse portatore di un sotteso mistero divino, โdi un altro paeseโ appunto. -Nella traduzione letterale che abbiamo sopra proposto (ยซfu attraversata da un ragionamento volto a calcolare (dielogรญzeto) da quale paese (potapรฒs)ยป) ci รจ piaciuto usare il termine ยซcalcolareยป sia perchรฉ logรญzomai vale, come primo significato, proprio ยซcalcolare/contareยป, sia anche perchรฉ nella parola pot-apรฒs/pod-apรณs รจ possibile ascoltare il nome ยซpiede/passoยป (in greco poรบs, podรณs), quasi che Maria si fosse disposta tecnicamente a contare la distanza fra il finito e lโInfinito, la distanza fra i Suoi (del Signore) e i nostri metodi (dove mรฉth-odos in greco significa esattamente ยซvia che si percorreยป); o come se a Maria fosse stata concessa la facoltร di misurare lโIncommensurabile, e le fosse stato porto lโinvito a computare lโEterno, lei che effettivamente รจ stato il tramite che ha reso determinato lโIneffabile
Come chiudere il commento odierno?
Avremmo da dire moltissimo, ma ci piace terminare nel seguente modo.
Nel Vangelo secondo Giovanni cโรจ un avverbio su cui si gioca lโintero Testo: pรณthen, ovvero ยซda doveยป (ยซMa costui sappiamo di dovโรจ [pรณthen]; il Cristo invece, quando verrร , nessuno saprร di dove [pรณthen] siaยป โ Gv 7, 27).
Ebbene, Maria รจ proprio quel tramite che conduce al โLuogoโ -Il versetto di Lc 1, 29, infatti, sembra che si giochi tutto e proprio sul tema del โmoto/muoversiโ, ovvero sul tema del โcamminoโ (dia + poรบs-podรณs). Invero Maria รจ la โdonna in camminoโ, la โdonna del camminoโ, cosรฌ come lโesperienza del cammino era propria per il popolo di Israele (cf. Sal 106, 9). E il cammino รจ una delle caratteristiche principali che ha imperniato la predicazione di Gesรน (cf. Lc 13, 33). E il concetto di โcamminoโ รจ imprescindibilmente legato al concetto di โluogoโ: lei che non ha rigettato alcun turbamento, ma se ne รจ sempre fatta carico; lei che accogliendo ed accettando, nel nome del Signore, ogni turbamento, ha reso prossimo lโAltissimo, tanto a sรฉ stessa, quanto a noi -Il termine ebraico hammakรณm, ovvero ยซluogoยป, era uno dei nomi di YHWH. Dio, infatti, รจ lโHammakรณm per antonomasia, il primo Luogo Santo

