Enzo Bianchi commenta il Vangelo di domenica 3 luglio 2016

- Pubblicitร  -

Gli inviati del Signore

Quando Luca ricorda e racconta questa pagina del suo vangelo, ha davanti a sรฉ la fervente missione dei primi cristiani che andavano di cittร  in cittร  nel bacino del Mediterraneo, annunciando con un certo successo la buona notizia. Sรฌ, รจ il Kรฝrios, il Signore che agisce con potenza, per questo anche nel racconto lโ€™evangelista designa Gesรน appunto con questo titolo.

Gesรน aveva giร  inviato i Dodici (cf. Lc 9,1-6), da lui scelti e chiamati apรณstoloi, missionari-inviati, ma ora ne invia altri settantadue, tanti quanti il numero delle genti abitanti la terra secondo la tavola delle nazioni di Genesi 10 (nella versione greca dei LXX). Li invia davanti a sรฉ come precursori e preparatori della sua prossima venuta: quello che Giovanni il Battista aveva fatto prima che Gesรน si manifestasse a Israele (cf. Lc 3,1-18), ora lo fanno i discepoli, affinchรฉ il Signore trovi i cuori pronti ad accogliere la buona notizia del regno di Dio.

Questa missione, come le altre fatte da Gesรน, abbisognava di uomini che in realtร  non cโ€™erano o non erano sufficienti: il campo del mondo รจ vasto, mentre i possibili inviati sono pochi. Gesรน intravede la messe abbondante, i campi che biondeggiano, ma constata la scarsitร  degli operai che dovranno mietere. รˆ stato cosรฌ al tempo di Gesรน, รจ stato cosรฌ lungo la storia della chiesa, รจ cosรฌ anche oggi! Nessuno pensi che vi siano stati tempi con abbondanza di inviati: se mai, vi sono stati tempi favorevoli allโ€™arruolamento di โ€œmercenariโ€, di mietitori poco convinti del lavoro, che lo facevano senza essere stati inviati dal Signoreโ€ฆ A volte cโ€™รจ ressa sul cammino della mietitura, ma non รจ detto che poi la mietitura sia abbondante, nรฉ che gli inviati siano capaci di mietere.

Per questo occorre pregare Dio affinchรฉ sia lui a chiamare e a mandare operai, perchรฉ la messe o la vigna รจ sua e non tutti quelli che vi lavorano sono stati chiamati. Occorre pregare, sรฌ pregare, affinchรฉ il Signore con il suo Spirito chiami, non inventarsi missioni che il Signore non si รจ mai sognato di affidarci, non imponendo a qualcuno una missione che lo renderร  non un santo, ma un miserabile in piรน! La chiamata di un missionario avviene a causa della preghiera della chiesa, la missione deve sempre scaturire dalla preghiera (cf. Lc 6,12-13), il lavoro della mietitura va fatto nella preghiera.

Ecco allora il mandato che dice cosa fa e quale stile deve adottare lโ€™inviato di Gesรน, ma ci fa anche capire perchรฉ gli operai sono pochiโ€ฆ Comโ€™รจ possibile che siano molti quelli a cui รจ chiesto ciรฒ che Gesรน chiede? Se fossero molti, ci sarebbe da dubitare sulla loro reale conformitร  a queste esigenze radicali. Gesรน manda i discepoli a due a due, perchรฉ vivano innanzitutto in comunione e siano lโ€™uno sostegno per lโ€™altro, lโ€™uno regola allโ€™altro nelle tentazioni; due a due affinchรฉ la missione non sia unโ€™azione di uomini singolari e individualisti. Li invia come pecore tra i lupi, cioรจ inermi, deboli, fragili, consapevoli di stare in mezzo a coloro che si oppongono al Vangelo di Gesรน Cristo; pecore tra i lupi anche per testimoniare che cosรฌ gli inviati preparano quel giorno escatologico in cui โ€œil lupo dimorerร  insieme con lโ€™agnelloโ€ (Is 11,6).

- Pubblicitร  -

Gesรน si ferma a spiegare in modo particolare lo stile del discepolo inviato da lui, il Signore, e da lui totalmente dipendente. Non sarร  come alcuni missionari farisei, nรฉ come i filosofi itineranti, nรฉ come i rabbini visitatori. Sarร  piuttosto come il levita del salmo 16, che nella sua povertร  proclama: โ€œIl Signore รจ mia porzione e mio caliceโ€ (v. 5), perchรฉ confiderร  solo nel Signore. Sarร  povero, non misero, ma senza denaro con sรฉ, senza assicurazioni per il viaggio, e attuerร  innanzitutto un contatto cellulare, entrando nelle case, incontrando sulle strade quelli che cercano la vita piena. A costoro, โ€œfigli della paceโ€, della vita in pienezza, gli inviati augureranno lo shalom, la pace, e con loro entreranno in rapporti umanissimi: mangiando e bevendo alla loro tavola, senza lโ€™ossessione della puritร  delle persone e dei cibiโ€ฆ In tutti gli inviati deve regnare e manifestarsi la gratuitร , che essi mostreranno anche prendendosi cura gratuitamente degli altri, curando i malati nel corpo nella mente e nello spirito e annunciando a tutti che il regno di Dio si รจ avvicinato.

Ciรฒ che stupisce in questo invio dei discepoli รจ che Gesรน non chiede di compiere grandi cose, portenti, ma di vivere umanamente i rapporti, infondendo in tutti la fiducia e la speranza che รจ possibile far regnare Dio nelle nostre povere vite. Messaggio brevissimo โ€“ โ€œIl regno di Dio si รจ avvicinatoโ€ โ€“, comportamento esigente, che deve fare segno a lui, Gesรน, il povero, il mite, lโ€™amico dei pubblicani e dei peccatori, venuto per servire e per spendere la vita per gli umani tutti. Si tratta di vivere come Gesรน che, โ€œda ricco che era, si รจ fatto povero per noiโ€ (cf. 2Cor 8,9); come Gesรน che, da santo che era, รจ andato ad alloggiare presso i peccatori (cf. Lc 19,7); come Gesรน, che annunciรฒ lo shalom quale buona notizia (cf. At 10,36).

Vi รจ inoltre un avvertimento che nasce dallโ€™esperienza della chiesa nascente: il missionario, il predicatore, dovโ€™รจ accolto cerchi di restare. Perchรฉ questa precisazione? Perchรฉ sono i poveri che accolgono piรน facilmente, mentre i ricchi accolgono chi hanno conosciuto, dunque il rischio per un missionario รจ quello di iniziare tra i poveri e finire tra i ricchi, soprattutto se si mostra ricco di doniโ€ฆ Puรฒ anche darsi che il missionario abbia un certo successo, che il suo ministero gli procuri possibilitร  e attenzioni da parte di molti, tra i quali quelli che contano, i ricchi. Il missionario inviato a tutti, proprio a tutti, incontra tutti, ma vigili per non finire per essere solidale e amico di chi conta, ma lontano dai poveri e dai semplici credenti quotidiani.

Si dร  perรฒ anche la possibilitร  di non essere accolti da una cittร , da alcuni. In tal caso nessuna vendetta, nessuna offesa, nessun rancore: nella libertร , lโ€™inviato scuoterร  la polvere dai suoi piedi, esprimendo con quel gesto di non volere neppure la polvere di quella gente. Certo, nel giorno del giudizio sarร  il Signore a giudicare, e invocando quel giorno Gesรน si rivolge soprattutto alla cittร  che ha amato e dove ha scelto di risiedere durante il suo ministero pubblico: Cafarnao. Gesรน amava quella cittร  e quanti la abitavano, ma proprio in essa aveva registrato il fallimento della sua missione in Galilea. Per questo la avverte: lโ€™antico oracolo del profeta Isaia contro Babilonia (cf. Is 14,13-15), potrร  riguardare anche lei (cf. Lc 10,15)! Queste parole di Gesรน successive allโ€™invio sono il suo lamento per il suo amore frustrato proprio dalle cittร  destinatarie della sua missione, predicazione e azione liberatrice.

In seguito i settantadue, andati nelle cittร  e svolto il loro mandato, ritornano da Gesรน pieni di gioia, perchรฉ sono riusciti a togliere terreno a Satana, dominando sulle forze malefiche e demoniache. Gesรน allora sente dentro di sรฉ la veritร  della sua missione: Satana che cade per lโ€™azione non solo sua, ma anche di quelli che ha inviato e ai quali ha dato dรฝnamis, forza. Ma i discepoli โ€“ dice loro Gesรน โ€“ non siano nella gioia a causa del potere ricevuto o del bene che compiono, bensรฌ a causa della comunione che hanno con Gesรน stesso, ora sulla terra e poi nel regno di Dio (โ€œi nomi scritti nei cieliโ€โ€ฆ). La vera speranza dei discepoli-missionari non va riposta nella riuscita della missione ma nella comunione di vita con il Signore, dal quale nessuno di loro potrร  mai essere separato: nessun fallimento, nessuna persecuzione, neppure la morte potrร  separare gli inviati dallโ€™amore di Cristo (cf. Rm 8,35.37)!

Questa pagina evangelica puรฒ sembrarci radicale, severa nelle richieste relative allo stile missionario, ma in veritร  per ogni inviato si tratta di essere figlio nel Figlio, vivendo la missione che il Figlio stesso ha ricevuto dal Padre quando รจ stato da lui inviato nel mondo. Basta riferirsi alla missione di Gesรน e non inventarci noi delle missioni, soprattutto in un clima come quello attuale: si รจ cosรฌ tesi allโ€™evangelizzazione degli altri che non si guarda piรน se lโ€™inviato รจ evangelizzato o no, se assomiglia al suo Signore o se invece รจ preoccupato del numero degli ascoltatori e del risultato della sua propaganda del prodottoโ€ฆ

p. Enzo Bianchi

Fonte: Monastero di Bose
Ogni settimana il commento al Vangelo di p. Enzo Bianchi

[wysija_form id=”1″]

ย 

Altri Articoli
Related

p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di domenica 25 Gennaio 2026

Eโ€™ QUI. IN ALTO SILENZIO E CON PICCOLE COSE 25...

Paolo de Martino – Commento al Vangelo del 25 Gennaio 2026

Chiamati per convertirci Gesรน dopo aver ricevuto lo Spirito e...

p. Fernando Armellini – Commento al Vangelo del 25 Gennaio 2026

Padre Fernando Armellini, biblista Dehoniano, commenta il Vangelo di...

don Marco Scandelli – Commento al Vangelo del 25 Gennaio 2026

La chiamata arriva nella vita quotidiana https://youtu.be/mBkI3piS4Og Oggi meditiamo il Vangelo...