“Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato”
Le parole di Gesù non lasciano dubbi o possibilità di fraintendimento e allo stesso tempo permettono di verificare la nostra fede. Per essere salvati occorrono due condizioni: credere ed essere battezzati. Se nelle prime comunità cristiane il battesimo era successivo al cammino di fede, oggi è piuttosto una tappa iniziale che non richiede nessun impegno “attivo” dal punto di vista personale. Il requisito che più impegna invece è credere. Gesù puntualizza che ci sono dei segni oggettivi che accompagnano quelli che credono. È solo in presenza di questi che si può misurare la propria fede, viceversa il credere rischia di ridursi a un convincimento personale, a dei valori astratti, o a finalità filantropiche.
I segni di chi crede non sono particolari capacità taumaturgiche o miracolose, ma sono innanzitutto espressione del fatto che quando l’umanità è ricolma della grazia di Dio può operare cose ben al di là della portata dell’uomo. La storia della santità insegna che anche coloro che erano dotati di meno ingegno o di capacità umane molto povere, abbandonandosi nelle mani di Dio, hanno dato vita ad opere ben più grandi e ben più durature di quanto avessero potuto mai umanamente progettare.
In breve
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Se credi allora non vuol dire che devi per forza operare dei miracoli. Ma certamente ti renderai conto che realizzi opere che sorpassano di gran lunga le tue capacità personali e le tue aspettative iniziali.
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