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don Vincenzo Marinelli – Commento al Vangelo del 2 Marzo 2025

“Togli prima la trave dal tuo occhio”

Gesù insegna l’ordine delle azioni da eseguire per correggere gli altri quando notiamo degli errori e delle mancanze da parte loro. 

1) Anzitutto bisogna aver chiaro non solo l’errore che hanno commesso, ma associarlo anche al motivo per cui l’hanno compiuto. E il motivo non dobbiamo immaginarlo o intuirlo da noi stessi, ma chiederlo per conoscenza, senza pregiudizi o intenzioni d’accusa verso di loro. 

2) In secondo luogo occorre chiedersi: quando anche io cado o sono caduto nella stessa difficoltà? 

A. Se non ho mai fatto lo stesso errore o qualcuno simile, ringrazio il Signore e devo essere molto umile nel correggere l’altro, perchè non “provengo” da quell’esperienza negativa e non posso aver idea della difficoltà che richieda il correggersi da quel difetto. 

B. Se anche io ho quella difficoltà allora mi chiedo: qualcun altro mi ha corretto? In che modo? Come sono rimasto dopo la correzione? L’ho potuta superare o anche io continuo a restare nella stessa fragilità? Se l’ho superata posso comprendere meglio le difficoltà dell’altro ed essere meno esigente e offrirgli quegli stessi consigli che mi hanno fatto bene. Se non l’ho superata, allora non è onesto rivalersi sull’altro che ha la stessa difficoltà, perchè si è alla pari. Piuttosto posso suggerirgli alcuni consigli appresi per esperienza che mi rendono meno fragile nel ricadere nello stesso errore. 

Tu in che modo correggi l’altro?

In breve

Se hai a cuore la correzione del fratello e desideri che lui migliori, non potrai che cominciare a guardare dentro di te per capire se anche tu vivi la stessa difficoltà, come la combatti o come hai fatto a superarla.

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