Contempliamo il Cristo Risorto, al centro del tempo pasquale la liturgia ci propone il Pastore ideale, nella domenica del Nuon Pastore, Gesù si presenta come il vero e autentico Pastore. Il brano contiene una immagine precedente, si presenta come la porta delle pecore, è il vero rivelatore, permette l’accesso, la porta, attraverso cui si può passare per arrivare alla conoscenza di Dio.
Il ladro o il brigante è chi non passa attraverso la porta. Cosa vuol dire? Accettare la sua mediazione, imitare il suo stile, vivere come lui, riprodurre la sua caratteristica. Egli è la porta, i pastori e le pecore devono passare attraverso la porta che è Cristo. Il pastore che non passa attraverso questa porta è un brigante che sfrutta le pecore e le uccide, no. ha nessun interesse.
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Gesù è venuto perché abbiamo la vita in abbondanza. “Le due immagini del pastore e della porta si sovrappongono, fino a costituire un’unità inscindibile: Gesù è «il buon pastore che offre la vita per le pecore» (Gv 10,11) ed è la via che conduce al Padre (cf. Gv 14,6), la via divenuta porta per noi sue pecore. Egli è nel contempo il mediatore della salvezza e la salvezza stessa: la via, lo stile con cui ha vissuto la sua esistenza è divenuta la via sulla quale siamo chiamati a camminare noi suoi discepoli, se vogliamo vedere salvata la nostra vita” (EB).
Il Signore è il mio pastore, la qualità del buon pastore non è la bontà d’animo, la traduzione più esatta è: il pastore bello, bel pastore, quale modello, ideale, esemplare per tutti. Il Pastore è bello in quanto si è preso sulle sue spalle la nostra umanità e l’ha elevata. Il Risorto è diventato pastore del suo popolo, con la sua risurrezione raduna i figli di Dio dispersi e li riporta all’ovile, all’incontro pieno con Dio Padre.
Questo è il discorso che ha fatto Gesù nel presentarsi come il Bel pastore, Pietro, pieno di Spirito Santo, proclama: “Dio ha costituito Signore e Cristo quello che voi avete crocifisso”, e si sentirono trafiggere il cuore. Continua Pietro: “la colpa è vostra, voi, .., ma Dio non l’ha abbandonato, l’ha innalzato, l’ha fatto salire al trono”. Gli ascoltatori sono messi in crisi, riconoscono di avere sbagliato, di aver chiesto la morte di Gesù. Come possiamo riparare? Si chiedono? Cambiando mentalità, la conversione, la metanoia, di mente, di atteggiamenti, il segno è lasciarsi battezzarsi e lasciarsi immergere nella misericordia di Dio, tutto parte dal riconoscere che quel crocifisso è il Signore.
Gli effetti del battesimo è che toglie il peccato e dona lo Spirito Santo, la capacità della risposta e della testimonianza. Molte persone, circa tremila, aderirono alla Parola del Signore, accettarono la parola dell’apostolo, la promessa di Dio si era compiuta in Gesù, credettero, si lasciarono immergere nel nome di Gesù per essere salvati. Il Signore è il mio pastore, è il salmo applicato ai riti dell’iniziazione cristiana, le “acque tranquille” del battesimo, “l’unzione del capo” della cresima, “la mensa e il calice”, l’eucaristia, cioè, attraverso i segni e la grazia dei sacramenti, segni del suo amore, il Pastore accompagna tutti i giorni della nostra, vita, grazie alla sua morte permette la nostra vita.
Il Pastore ci fa entrare nella giusta comunione e relazione piena con Dio. Cristo ha preso i colpi e noi siamo diventati sani, la sua sofferenza ha curato la nostra malattia, eravamo dispersi ma adesso siamo ritornati. Il Cristo risorto ha radunato il gregge, Cristo è il vescovo delle nostre anime, ogni pastore vero deve ispirarsi a lui. Il Signore è il mio pastore, gli uomini collaborano passando attraverso di lui, lo sguardo di Gesù va anche ai pastori della sua chiesa, richiamati con parole che costituiscono un severo monito a vigilare sulla loro condotta.
Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
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Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. […]

