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don Vincenzo Leonardo Manuli – Commento al Vangelo del 24 Marzo 2024

Commento al brano del Vangelo di: Gv 20, 1-9

DICUNT .. E’ RISORTO!

Dicono, si dice, corre una notizia, gli animi si risvegliano, tra smarrimento e sbigottimento, incredulità e novità, dicerie e falsità. Quei pochi discepoli del Nazareno e il seguito di donne, da che cosa traggono forza? Cosa è accaduto? Accade tutto nel silenzio della notte, nel buio, quando tutti dormono. Impreparati a qualcosa di incredibile dove è difficile dare un nome ad una nuova realtà, riemergono le sue parole, si diffonde il profumo di un inedito.

Le donne erano andate per ungere il corpo del crocifisso, ma il sepolcro è aperto e la pietra è stata rimossa, dove Giuseppe di Arimatea aveva deposto il corpo di Gesù, avvolto in un lenzuolo pulito, non c’è più il corpo, forse sarà stato trafugato. 

È Risorto?

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Da quel sepolcro vuoto i suoi discepoli possono trarre nuova forza per il loro cammino, anzi la ricevono, è la forza da cui anche noi riceviamo luce, parola e nutrimento.

C’è stupore, Maria di Magdala, l’apostola degli apostoli, Pietro e Giovanni, non hanno nemmeno il tempo di rielaborare il lutto e il dolore per la morte del Maestro, adesso si trovano davanti ad una pietra rotolata, un sepolcro vuoto. È una corsa a perdifiato per andare a verificare, anche ora, proprio ora tutto sembra più faticoso e difficile.

La fede è un percorso faticoso, è un processo dinamico, di cadute e ricominciamenti, perché si tratta di lasciarci guarire dalle ferite della sfiducia, dalle ferite generate dai nostri tradimenti, dalle ferite della delusione. Dove sei Signore? Sei risorto, ma come mai le nostre vite ancora non conoscono la risurrezione? Ci sono tante pietre non rotolate, altri che vivono nella tomba, nel buio, preferiscono non immischiarsi e non rischiare. 

L’ultima parola, definitiva, non è la morte, Dio non la dà vinta, perché l’amore è più forte della morte e l’amore mette le ali e fa volare, e “da oggi sarai ovunque Risorto, in riva al mare e nel giardino, nelle case e nel brivido di una notte, ma noi ti chiediamo solo un amore che assomigli almeno un po’ al tuo: più forte della morte” (L. V.). Tu sei ovunque, non ti lasci toccare, sei sulla strada e nelle gocce di rugiada, nei germogli delle piantine, nel pianto di un neonato, nelle lacrime del sofferente e negli occhi di una mamma che ha perso un figlio.

Cosa significa Risurrezione? Cosa cambia per i primi discepoli e per i discepoli di tutti i tempi e per tutti coloro che si dicono cristiani? Risorgere è ripartire, rialzarsi, ricominciare, riprendere una nuova vita, con la forza dell’amore del Risorto che invita a guardare oltre, in profondità, nel canto dell’amore e nella danza degli sposi, nella festa del perdono in cui l’abbraccio spegne ogni contesa e incomprensione.

“La Pasqua non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza. Ovunque tu sia nella tua vita, comincia a cercare, non stancarti, non perderti d’animo. Guarda quello che oggi il Signore mette nella tua vita e lasciati guidare dal profumo che ha lasciato sulla porta del tuo cuore” (G. P.).

Auguri pasquali di risurrezione.

Per gentile concessione di don Vincenzo Leonardo Manuli
Link all’articolo del suo blog

Don Vincenzo è nato il 7 giugno 1973 a Taurianova. Dopo la laurea in Economia Bancaria Finanziaria ed Assicurativa nell’Università Statale di Messina conseguita nel 1999, ha frequentato il Collegio Capranica a Roma dal 2001 al 2006. Ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma dal 2001 al 2006 retta dai padri gesuiti della Compagnia di Gesù. []

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