Don Sergio Carettoni – Commento al Vangelo del 17 Marzo 2024

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Leggi piรน volte il testo sacro (Gv12, 20-33), adagio, per cogliere in esso il messaggio di Dio. Il commento ti potrร  aiutare a capire la situazione e lโ€™ambiente in cui si svolge il fatto narrato o il perchรฉ delle parole in esso riportate.

La richiesta di vedere Gesรน da parte di un gruppo di Greci presenti a Gerusalemme non riguarda la soddisfazione del loro semplice desiderio di curiositร , ma un segno della loro reale ricerca del Messia. Gesรน risponde con lโ€™immagine del chicco di grano: se la morte sfocia nella feconditร , sulla croce si manifesta allora lโ€™amore del Padre, pasqua di Cristo e di tutti i suoi discepoli.

Il brano della quinta domenica di Quaresima ci presenta la narrazione dellโ€™ingresso trionfale del Signore Gesรน a Gerusalemme: finalmente, tutti sembrano averlo accolto: persino alcuni Greci, di passaggio, vanno da lui per rendergli omaggio. Ma Gesรน parla in modo molto chiaro: coloro che lo vogliono seguire devono accettare la logica della croce, cioรจ dellโ€™amore e del servizio a Dio e ai fratelli, fino al dono totale della propria vita.

Ogni volta che facciamo memoria dei misteri pasquali di Gesรน si fa forte in noi lโ€™invito a risvegliare nella nostra vita spirituale la certezza che nella santa Eucaristia abbiamo il vertice dellโ€™amore di Cristo per ciascun uomo, per ciascuno di noi.

Continua nel blog di don Sergio dove potrai leggere altre intenzioni per la settimana.

Commento al Vangelo

Trovata finalmente un poโ€™ di tranquillitร , come una barca la bonaccia del suo mare, dalla cima di un monte รจ piรน facile osservare il panorama tutto intorno, la bellezza di un paesaggio che poco piรน in basso a tratti dorme, a tratti รจ sveglio, sempre sotto lo stesso cielo.

Non sempre la vita la si vive cosรฌ, alle altezze del mondo; quasi sempre invece la si cammina dentro un continuo saliscendi di strade e di incroci, avvolti a ore dalla bellezza della luce del giorno, in altre ore accerchiati dal buio uniforme della notte.

La vita, quella che ci รจ piรน preziosa di ogni altra cosa, la ritroviamo ogni volta dentro i nostri occhi, nellโ€™entrare e nellโ€™uscire di un respiro, uno dopo lโ€™altro, tra gli spazi sottili di uno come di mille pensieri. E nel guizzo di uno sguardo, nel movimento lento del petto, nellโ€™abbraccio continuo e delicato della mente, il tutto del proprio esistere si raccoglie attorno al senso della vita e dellโ€™infinito. Ogni battito di se stessi si riveste di luminosa bellezza e, via via, si allenta, si scioglie dentro ogni tensione, ogni capriccioso riccio e arzigogolo dellโ€™io.

Notte e giorno si puรฒ restare cosรฌ, a guardare con gli occhi della vita, della mente e del cuore; a osservare in ogni frammento del cosmo la meravigliosa preziositร  dei particolari piรน nascosti; a conservare nella memoria le variopinte sfumature della propria storia per restare vivi di fronte e dentro qualsiasi situazione di pericolo, sapendo che รจ solo in una foresta che si impara per davvero ogni cosa per salvarsi, per sopravvivere, per evitare le trappole dellโ€™io e quelle false, piรน attraenti e sinuose, di tanti tu in apparente e sinuoso stato di relazione con noi.

Allineare i ritmi della vita fuori con i ritmi della vita dentro รจ esperienza e arte di equilibrio e di stabilitร , saggezza nel rifiutare il disordine degli umori, insieme alla sfacciata aleatorietร  di quei sentimenti che abbiamo scoperto essere diventanti, secondo dopo secondo, senza terra di umanitร  e senza cielo di divinitร .

E alla fine, dentro e fuori, del mondo intero, degli altri attorno, cosรฌ come di noi stessi, scopriamo che, in poco tempo, si puรฒ capire per davvero piรน del necessario.

Per gentile concessione di Don Sergio Carettoni dal suo blog.

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