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don Roberto Fiscer – Commento al Vangelo per bambini di domenica 17 Novembre 2024

Dalla postazione radio di Radio Fra Le Note il sacerdote genovese Don Roberto Fiscer commenta il Vangelo di domenica 17 novembre 2024 per bambini/ragazzi.

Trascrizione, non rivista, del video.

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Eccoci arrivati alla 33a Domenica del Tempo Ordinario. Cammino con voi.

Partiamo dalla terza posizione: la fine di questo primo tempo meraviglioso, che è la vita sulla terra. Poi il secondo tempo sarà in cielo e non finirà più. Beh, qual è il segno che sta per finire questo primo tempo? Gesù dice che la creazione, tutto quello che è creato, vivrà un po’ come… Avete presente le doglie del parto? Magari voi no, che siete piccolini, però le vostre mamme sì. Quindi ci sarà un po’ di scombussolamento. Poi arriveranno gli angeli da tutti gli estremi della terra: partono da fuori e poi vengono al centro, perché nessuno sia dimenticato, e raccoglieranno gli eletti, raduneranno gli eletti.

Mi veniva in mente la terza posizione. Quando con i bambini al Gaslini facciamo animazione e attività in ospedale, alla fine, dopo aver giocato e corso, c’è un po’ di trambusto. Passiamo, no?, a dare un po’ di pulizia e raccogliamo con una scopa e la paletta la polvere. Ma, stando molto attenti con le manine, raccogliamo tutte le perline, perché tra i vari giochi che facciamo c’è anche quello di fare i braccialetti, e le perline sono preziose. Non vogliamo buttarle insieme alla polvere.

Ecco, succederà così: gli angeli arriveranno e spazzoleranno via, toglieranno tutta la polvere, tutto lo sporco, tutto ciò che è stato brutto, che ha fatto male, e raccoglieranno le perline. Allora, io voglio essere polvere o perlina nella mia vita?

Terza… seconda posizione. Ma quando succederà tutto questo? Il Signore dice: “L’ora non la so nemmeno io, la sa solo il Padre, Dio.” Questo perché ogni momento può essere quello buono. Ma vi dirò di più: ogni momento è quello buono, perché Dio è già con noi. Vi ricordate quella pubblicità? Ma no, voi siete sempre troppo piccolini. Era quella di una punturina che non faceva male, e quindi uno: tac! La pubblicità faceva così. C’era una bambina ripresa e si sentiva una voce fuori campo: “Fatto!” E lei: “Già fatto!”

Ecco, Dio… quello che noi magari desideriamo, pensiamo, gli chiediamo, eccetera, non è che non arriva o arriverà, boh, chi lo sa. Se l’amore di Dio è, è fatto adesso. E la preghiera? Cos’è? Una preghiera di lode: “Già fatto!” La fede è dire: “Già fatto!” La sorpresa, seconda posizione.

E veniamo alla prima posizione. Beh, però un po’ accorgersene è importante. Sì, è una sorpresa, però si sente nell’aria, l’aria di sorpresa. Gesù utilizza un’immagine molto bella: quella dell’albero di fico. Quando spuntano le foglioline vuol dire che l’estate è vicina. Ora, chi è che conosce le piante, il ritmo delle piante, ama le piante? Si dice “ha il pollice verde”, un po’ come vedete il velo omerale sull’altare.

E beh, Gesù ci invita ad avere il pollice azzurro. Sapete cos’è il pollice azzurro? È come il pollice verde, però avere questa passione, questo amore. Quindi intendersene delle cose di Dio, sentirlo, percepire la sua presenza che sta arrivando, avere il pollice azzurro. È bello, e ogni giorno possiamo crescere in questo, avere il pollice azzurro. Certo, la preghiera, la messa, sentir parlare di Gesù, mettere in pratica i suoi insegnamenti: è imparare ad avere il pollice azzurro.

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