Il riposo e la compassione
Sabato della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) – San Biagio
«Riposatevi un po’», nell’invito di Gesù a fare pausa in un luogo deserto c’è la premura di chi ha a cuore la persona prima e più del suo operato. Il maestro sa bene che per avere cura degli altri bisogna riservarla anche a sé stessi.
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Il riposo non significa isolarsi, ma ritrovarsi insieme attorno a Gesù abbandonando l’ansia della prestazione e della rendicontazione. Il riposo è comunione e condivisione del proprio vissuto per rintracciare nelle varie esperienze di vita la continua presenza di Dio attento e premuroso.
La preghiera è fondamentale per i discepoli di Cristo. Essa, in quanto incontro personale e comunitario con Dio, è la sorgente motivazionale dell’apostolato ma è anche ciò che rende credibili gli apostoli ed efficace la loro missione. La gente comprende quando il cristiano oltre ad essere una persona impegnata è anche un uomo di preghiera e intravede in lui un punto di riferimento non solo per chiedere aiuto in caso di bisogno ma anche per lasciarsi accompagnare da amico.
La compassione è un dono che viene alimentato dalla preghiera. Vivere l’intimità con Dio aiuta a sentire nel proprio cuore le sofferenze dei fratelli e condividerle. Le parole e i gesti dell’apostolato non nasceranno da una mente che pensa, ma da un cuore che ama.
Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera
Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna“
