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don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del giorno – 27 Settembre 2025

La via della Croce è la strada della vita – Sabato della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari) – San Vincenzo de’ Paoli

Vangelo del giorno di Lc 9,43-45

Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

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Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

La via della Croce è la strada della vita

Gesù guarisce un giovinetto e lo restituisce al padre suscitando la reazione entusiasta della folla che riconosce l’opera di Dio. Tutti erano ammirati dei miracoli che Gesù compiva. Ma l’ammirazione e la meraviglia non sono ancora indice di fede perché il vero miracolo di Gesù si compie quando l’uomo accoglie l’amore di Dio effuso con il suo sangue dalla croce.

La fede, dono di Dio, è fuoco, ma non come quello di paglia, proprio delle emozioni. La fede è il fuoco che Dio accende nel cuore dell’uomo perché, infiammato di carità, contagi di amore anche gli altri fratelli. Gesù sembra smorzare i facili entusiasmi dei discepoli che, galvanizzati dalle espressioni di ammirazione della folla che aveva assistito ai suoi miracoli, coltivavano sogni di gloria.

La mente corre avanti sognando scenari esaltanti che rischiano di farli allontanare dalla realtà, soprattutto quella difficile che vivono le persone più fragili. La gloria a cui il Signore guida non è quella degli onori o del potere, ma è la stessa che gli appartiene e che si manifesta sulla croce, vero trono di governo e autentica cattedra di sapienza. A questa gloria si giunge solo attraversando fino in fondo il mistero del dolore che gli uomini invece tentano di esorcizzare ed eliminare dalla propria vita.

Per affidarsi a Dio, e da Lui farsi innalzare, bisogna consegnarsi nelle mani degli uomini, cioè amarli anche se peccatori, o forse proprio per quello. Il mistero del dolore è tanto grande quanto lo è anche quello della salvezza la cui azione estende il suo raggio seguendo di pari passo quello della morte, ma superandola di gran lunga.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna