don Pasquale Giordano – Commento al Vangelo del 8 Marzo 2023

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Mercoledì della II settimana di Quaresima

Ger 18,18-20   Sal 30   

Mite agnello

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Geremia prega dal profondo della tristezza e della paura dove è piombato il suo cuore ponendo davanti a Dio i complotti dei malvagi e i dubbi che lacerano il suo animo ferito dalla delusione. Alla malvagità di coloro che tramano insidie al giusto egli risponde con la preghiera affidando la sua causa nelle mani di Dio e rinunciando all’auto difesa e alla vendetta. La mitezza di Geremia è paragonabile a quella di un agnello che davanti ai suoi uccisori non far altro che belare. Il profeta intercede per i peccatori.

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28)

Lo condanneranno a morte.

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La direzione dei desideri

Gesù annuncia la sua passione nella quale avrebbe subito il tradimento, l’ingiusta condanna, la sofferenza e la morte. Pare di avvertire nel tono della voce la tensione emotiva per la gravità di ciò che sta per accadergli. Ma nel momento in cui condivide la sua preoccupazione vuole comunicare anche la speranza che lo anima. Egli va incontro alla Pasqua che non trova il suo epilogo nella morte ma ha il suo compimento nella risurrezione. Essa, avvenendo il terzo giorno, indica che il senso pieno della passione risiede nella gloria.  La gloria della risurrezione non ha nulla a che fare con quella dei governanti delle nazioni che dominano su di esse o con il potere dei capi che le opprimono. La risurrezione rivela la vera gloria di Gesù il Cristo che non viene per farsi servire ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti. Gesù, conoscendo il suo destino di sofferenza causato dai peccatori, sceglie di amare l’uomo e si mette a servizio della volontà del Padre, il Signore del cielo e della terra, che ha preparato per tutti un trono di gloria. 

Gesù chiede ai suoi discepoli di seguirlo fino alla fine, fino a Gerusalemme e fin sotto la croce, senza lasciarsi distrarre dalla paura e dall’incomprensione della sua scelta. Anche noi non comprendiamo il senso di ciò che ci accade soprattutto quando le vicende della vita sembrano contraddire le nostre aspirazioni. Dio non mortifica i nostri desideri ma li orienta perché siano in sintonia con la sua volontà e si traducano in scelte di amore e di servizio fraterno.

Come Giacomo e Giovanni anche noi possiamo affrontare le sfide della vita con coraggio e determinazione ma, come loro, anche noi abbiamo bisogno di essere aiutati a finalizzare i nostri sforzi perché si compia la volontà di Dio. Solo così potremo imitare Gesù e raggiungere con lui la vetta della gloria. Alla scuola del Crocifisso risorto impariamo il lessico dell’amore grazie al quale diamo una direzione chiara ai nostri desideri che puntano alla santità percorrendo la faticosa ma educante via del servizio fraterno.

Leggi la preghiera del giorno.

Commento a cura di don Pasquale Giordano
Vicario episcopale per l’evangelizzazione e la catechesi e direttore del Centro di Spiritualità biblica a Matera

Fonte – il blog di don Pasquale “Tu hai Parole di vita eterna